Presentato al MuMAk di Caminia il cofanetto dedicato a Gioacchino da Fiore

“In cammino con Gioacchino” vuole essere un invito a scoprire questo mondo affascinante e perduto per proporre itinerari sconosciuti ai più, da percorrere a piedi, senza ausilio di vetture o moto, per riflettere sulla vita e l’opera di un grande del tempo

STALETTI’ Nella splendida cornice dela MuMAk, il museo del mare di Caminia di Stalettì ideato e realizzato da Attilio Armone, La Cineteca della Calabria ha presentato il suo cofanetto dedicato a Gioacchino da fiore. In un elegante contenitore trovano posto il documentario “In cammino con Gioacchino” , con sottotitoli in italiano,inglese, francese, spagnolo e tedesco, la Mappa dei luoghi gioachimiti e del monachesimo e il volume estratto dal documentario, al quale hanno collaborato il Centro Studi Gioachimiti di San Giovanni in Fiore, presieduto da Riccardo Succurro, Antonio Renda, Nicola Carvello, Guglielmo Sirianni e Raffale Cardamone. Grazie alle preziose informazioni in esso contenuti sarà possibile approcciarsi al pensiero gioachimita e ai luoghi che hanno segnato il cammino di Gioacchino da Fiore in Sila.

Promuovere il turismo rurale proponendo i territori delle aree interne visibili lungo le antiche vie percorse dai pellegrini, è la frontiera del terzo millennio. Un turismo sostenibile al di fuori delle mete affollate, vissuto senza autovettura, ma a passo lento. Il progetto è partito intorno al successo del documentario “ In cammino con Gioacchino”, di Eugenio Attanasio presentato all’estero e ai più famosi Festival cinematografici di settore. L’opera racconta la storia di un gruppo di escursionisti che ripercorre il cammino di Gioacchino da Fiore, partendo dall’Abbazia di Corazzo, per monti e valli della Sila, passando dai luoghi straordinari che recano le tracce dell’abate celichese. Il percorso non è solo fisico, ma è anche spirituale, perché ci si avvicina alla figura e al pensiero di una straordinaria personalità della cultura mondiale. Gioacchino da Fiore può essere visto da diversi angoli visuali, dalla teologia alla storia, dalla filosofia all’antropologia, rimanendo un personaggio “iniziatico” che presuppone uno studio e un approccio sicuramente non facile e non adatto a tutti; nonostante questa sua difficoltà, resta uno dei calabresi più conosciuti e apprezzati nel mondo.La Sila tutta fu terreno d’elezione delle predicazioni gioachimite e dell’ordine florense che vi disseminò numerose “domus”, oggi andate perdute, ma che riecheggiano nelle toponomastiche dei luoghi.

Anche la Calabria si propone come terra di cammini grazie alla figura di Gioacchino da Fiore e alla presenza di itinerari rurali e religiosi che possono costituire un grande volano di sviluppo per le aree interne. “In cammino con Gioacchino” vuole essere un invito a scoprire questo mondo affascinante e perduto per proporre itinerari sconosciuti ai più, da percorrere a piedi, senza ausilio di vetture o moto, per riflettere sulla vita e l’opera di un grande del tempo, conteso da Papi e imperatori, in un momento in cui la Calabria si poneva come centro dell’universo allora conosciuto.Una terra di monaci, eremiti, santi, anacoreti, che hanno lasciato segni indelebili del loro passaggio, di rinnovato interesse nell’anno dei Cammini.

Nel lavoro, fortemente partecipato dalla comunità locale attraverso un processo identitario, ci accompagnano guide, storici, filosofi, architetti, in questo viaggio verso la scoperta di siti suggestivi incastonati nell’altopiano silano che aspettano ancora di essere svelati in tutti i più reconditi misteri. Tra le letture più originali del suo pensiero, il lavoro si sofferma sul linguaggio per immagini del Liber Figurarum, identificandolo come uno dei primi esempi di linguaggio cinematografico. Per le predicazioni dell’abate Gioacchino, che usciva dal Monastero per andare tra la gente, infatti, disporre di illustrazioni consentiva una maggiore fruibilità al popolo per veicolare il suo innovativo messaggio che preconizzava l’arrivo della terza età dello spirito





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