MGFF, conferenza stampa con la madrina Barbara Chichiarelli. Francesco Ghiaccio e Marco D’Amore parlano di “Dolcissime”

Sono il regista e lo sceneggiatore a parlare del film in gara questa sera. Intanto il Magna Graecia Film Festival della XVII edizione ha aperto i battenti ieri sera con la proiezione del film di Marco Bocci, “A Tor Bella Monaca non piove mai”

di Maria Rita Galati
CATANZARO Ha tanto da raccontare, nonostante il suo successo sia sbocciato all’improvviso come una primavera. Una presenza quasi eterea, affascinante anche per il garbo e la leggiadria con cui si pone, quella di Barbara Chichiarelli, la madrina del Magna Graecia Film Festival della XVII edizione, che ha aperto i battenti ieri sera con la proiezione del film di Marco Bocci, “A Tor Bella Monaca non piove mai”. L’attrice, intervistata dal critico Antonio Capellupo nella sala conferenze dell’Hotel Perla del Porto, che si è fatta conoscere al grande pubblico con “Subburra” prima che in “Favolacce” dei fratelli Fabio e Damiano D’Innocenzo, pellicola premiata con l’Orso d’argento per la miglior sceneggiatura nell’ultima edizione del Festival del Cinema di Berlino, dove interpreta Dalila, la moglie di Bruno-Elio Germano.

LA MADRINA CHICHIARELLI SI RACCONTA Si racconta con la sua voce profonda e ammaliante, la “madrina della ripartenza” che sbarca a “Suburra” dal teatro. “Sono molto legata al ruolo di Lidia Amati che mi ha consentito di avere il mio primo ruolo di un certo livello, impegnativo, che mi ha consentito di affacciarmi al mondo del cinema”, spiega sollecitata da Capellupo che anche alla Chichiarelli chiede cosa ne pensa del nuovo approccio al cinema attraverso le piattaforme streaming cresciuto per costrizione durante il periodo del lockdown. “Penso che sia necessario cercare forme alternative sia per distribuire i film sia per andare al cinema o a teatro – afferma la madrina del MGFF – non escludendo a prescindere quella che era la vecchia forma ma affiancando un nuovo modo, lo smart working della nostra categoria. Basta avere solo l’intelligenza di iniziare a pensarci seriamente, senza escludere altre possibilità”. E parlando rapporto tra serie tv, cinema e televisione ha aggiunto: “Mi auguro che non si perda totalmente l’abitudine di frequentare fisicamente il cinema, come luogo in sé. Certo, stare a casa e vedere le serie tv ha aspetti di comodità, ma anche questa tradizione, quest’abitudine di andare al cinema spero non si perda, anche se magari sarà rivisitata e cambiata nelle dinamiche organizzative”.

E PER “DOLCISSIME” ARRIVA ANCHE MARCO D’AMORE Una conferenza stampa in due tempi per la seconda giornata del Festival dedicato alle opere prime e seconde. E per parlare di “Dolcissime”, il film del registra Francesco Ghiaccio in concorso questa sera arriva anche lo sceneggiatore, il suo “compagno di penna”, quel Marco D’Amore noto al grande pubblico per il ruolo di Ciro Di Marzio nella serie Sky “Gomorra”, e registra de “L’Immortale”, in gara domani sera. La storia delle tre amiche adolescenti e sovrappeso, Letizia (Giulia Fiorellino), Chiara (Margherita De Francisco) e Mariagrazia (Giulia Barbuto Costa da Cruz), che frequentano lo stesso liceo a Torino, è un racconto di formazione a tre voci, per i temi affrontati che vanno I temi toccati nella storia personale delle protagoniste, infatti, hanno un valore sociale inestimabile: dal body shaming (bullismo sull’aspetto fisico di una persona) all’uso ricattatorio o vendicativo dei social, con sempre in primo piano la ricerca matta e disperata del proprio posto nel mondo, facendosi largo tra la paura di crescere e l’insicurezza cronica. Ghiaccio e D’Amore collaborano già anni insieme, scrivendo di radiodrammi sportivi, e scegliendo di parlare di donne con storie sportive, hanno deciso di raccontare di giovani ragazze che si cimentano in una gara di nuoto sincronizzato per portare in primo piano la problematica dell’accettazione di sé e degli altri. Conflitti interiori che diventano ancora più delicate le dinamiche tra genitori e figli, l’amicizia è vissuta in modo viscerale ma non sempre facile. «Abbiamo realizzato il film nella speranza che quanto raccontato potesse servire a chi guarda, a chi magari soffre per le medesime problematiche, per superare questi momenti, per trovare il coraggio di credere nella propria diversità e nell’accettarla», ha spiegato il regista Ghiaccio. «Non è un film sulle taglie forti – ha aggiunto Marco D’Amore – ma sulla diversità. Non a caso abbiamo scelto come protagoniste tre adolescenti con qualche chilo di troppo, ed una magra e bella, per far vedere che quello del body shaming ha due facce e quando queste si guardano si scopre che pure essendo diverse ci sono stesse paure, come quella di crescere e confrontarsi con gli adulti. E’ quello che potrebbe succedere se le umanità alle diverse latitudini di confrontassero scoprendo di essere afflitte tutte dalle stesse paure e agli stessi problemi».

IERI SERA LA PRIMA CON IL FILM DI BOCCI Il “Magna Graecia Film Festival”, ieri sera, si è aperto con un minuto di raccoglimento e silenzio per commemorare le vittime della pandemia. Anche quest’anno alla conduzione il patron Gianvito Casadonte ha chiamato Carolina Di Domenico. “Il Magna Graecia Film Festival è un sogno diventato realtà che ha come obiettivo il racconto libero della nostra società. Il festival delle opere prime e seconde – ha dichiarato Casadonte – riserva il giusto spazio ai giovani e talentuosi registi che coraggiosamente raccontano la vita ed il nostro paese. Il grande cinema è ormai di casa in Calabria, le mie congratulazioni vanno a Giovanni Minoli, nominato dalla presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, commissario straordinario della Calabria Film Commission. Sono certo che grazie a queste scelte di alto profilo la nostra terra si aprirà a nuovi mercati del cinema e dell’audiovisivo a livello nazionale ed internazionale”. Sul palco, ieri, anche il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo ed il presidente del Consiglio comunale Marco Polimeni, che hanno ribadito l’importanza della manifestazione cinematografica che ogni anno contribuisce allo sviluppo turistico e culturale. Red Carpet per la madrina Barbara Chichiarelli, madrina dell’edizione 2020, e per tanti attori ed amici del festival, tra questi Alessandro Haber, Dino Abbrescia, Susy Laude ed Antonio Catania, prima dell’esibizione di Eugenio Cesareo degli “Eugenio in Via di Gioia”. Grande protagonista della serata è stato Marco Bocci che ha presentato “A Tor Bella Monaca non piove mai”, che è stato insignito del premio Silvio Vigliaturo, consegnato sul palco dall’assessore comunale al Turismo Alessandra Lobello e da Tommaso Megna.





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