Alessandra Mastronardi intervistata da Fabrizio Corallo al Magna Graecia Film Festival

L’amatissima attrice sbarca al MGFF nell’ultima serata della kermesse per ricevere la Colonna d’oro proprio per l’interpretazione della fiction sulla rete ammiraglia della Rai e che tornerà sul piccolo schermo dal 27 settembre

di Maria Rita Galati
CATANZARO Deliziosa. Non può che essere questo l’aggettivo che richiama dal primo all’ultimo sorriso, simpatica e affabile, con gli occhi vivaci che abbracciano la sala dell’Hotel Perla del Porto, Alessandra Mastronardi, amatissima Alice Allevi de “L’Allieva” giusto per citare l’ultimo personaggio entrato nel cuore del grande pubblico. Intervistata dal giornalista Fabrizio Corallo, esperto di cinema e amico di Catanzaro e del teatro Politeama, Mastronardi sbarca al Magna Graecia Film Festival nell’ultima serata della kermesse ideata e diretta da Gianvito Casadonte per ricevere la Colonna d’oro proprio per l’interpretazione della fiction sulla rete ammiraglia della Rai e che tornerà sul piccolo schermo dal 27 settembre.
Gentile e autoironica, si dichiara “anormale”, e su questo suo modo di essere nulla ha potuto il papà, psicologo e psicoterapeutica. Non sembra prendersi molto sul serio come diva, sembra quasi dimenticare lei stessa di essere stata madrina del Festival del cinema di Venezia, di aver girato con uno dei registi più importanti al mondo, quel Woody Allen che dopo aver conosciuto il dottor Mastronardi sul set di “From Rome with Love”. È uno spot con George Clooney Una filmografia che spazia dal cinema alla televisione, che varca i confini del Paese grazie al suo impeccabile inglese. Del resto vive al Londra con il fidanzato Ross MacCall, che stasera si aggirava tra sala e corridoio.

Una piacevole chiacchierata che ci permette di sfogliare per aneddoti la sua ricca carriera, improntata su un talento crescente, sostenuto da una meritata popolarità. da Eva Cudicini, protagonista de “I Cesaroni” per tre serie e mezza, ad Alice Allevi, passando per Romanzo Criminale, a I Medici, Alessandra dimostra una grande maturità nella consapevolezza che i personaggi, specie più amati, ad un certo punto, per rispetto del pubblico, devono essere lasciati andare. Ma del destino del medico legale nato dalla penna di Alice Allevi ancora non ci ci svela altro se non che si parte a fine settembre e che il set ha chiuso i battenti due giorni fa.
“La scommessa più grande era dare vita occhi, voce e volti ad Alice che era già molto popolare grazie ai libri della Gazzola, per me all’inizio era molto molto complicato e difficile – svela – e spero di essere riuscita a dare giustizia a questo personaggio che esisteva sulla carta”.
Il dottor Conforti, l’amatissimo Lino Guanciale che Alessandra chiama amichevolmente “Bacon”, è solo lei può chiamarlo così, per l’attrice originaria di Napoli e romana di adozione per quella carriera sul set iniziata a sette anni, è diventato un amico. “È una persona meravigliosa – racconta – che non sa dire mai di no. Ci accomuna la stessa serietà sul lavoro, siamo dei veri e propri soldatini, ma anche gli stessi valori e lo stesso modo di sentire la famiglia, l’amicizia, il lavoro. Siamo stati fortunati a trovarci”.
Alessandra ama tanto il cinema quanto la televisione ma riconosce che c’è un differente approccio nella recitazione, più riflessiva e approfondita per il cinema, più veloce e quasi lasciata alla propria iniziativa, nei tempi stretti dei set. “Volevo entrare al centro sperimentale ma ho fatto la mia università sul set – racconta ancora- recitare con Amendola è stata una grande opportunità, anche per quello che abbiamo raccontato con i Cesaroni, abbiamo parlato di famiglie allargate quando si pensava alla famiglia solo come tradizionale”
Tutti i set sono state delle grande famiglia per Alessandra. “Amo molto i personaggi che interpreto, le loro storie – aggiunge ancora – quindi per rispetto nei confronti degli spettatori bisogna saperli lasciare quando i personaggi sono amati, e non quando il pubblico non ne può più”.
Sebbene abbia ben 800 mila followers “Con i social media ci faccio a cazzotti, Instagram mi intrigava, era un modo di mettermi in connessione con chi ci guarda”. Instagram come un punto di vista, sempre con il sorriso, e la voglia di raccontare le storie di chi non ha voce. Questa è Alessandra Mastronardi.

CORALLO COMMENTA IL DOCUFILM “SIAMO TUTTI ALBERTO SORDI?” Al termine della intervista alla bella e brava Alessandra, è stato proprio Corallo a diventare il protagonista del pomeriggio dell’ultimo giorno di kermesse. Nell’edizione dedicata a due grandi protagonisti del cinema italiano, Federico Fellini e Alberto Sordi, sollecitato dalle domande del critico e giornalista cinematografico Antonio Capellupo, Corallo ha ricordato il mattatore romano, commentando la proiezione di alcuni brani del suo docufilm “Siamo tutti Alberto Sordi?” sulla formazione artistica e sulla carriera di Sordi, in un ritratto intimo che entra anche nella sua lussuosa e leggendaria villa. La sua formazione, i suoi successi, aneddoti, curiosità, attraverso immagini di alcuni suoi film, di partecipazioni televisive e pubbliche, testimonianze e ricordi di coloro che hanno lavorato con lui, di esponenti del mondo del cinema, raccolte e filmate da Corallo anche nella leggendaria Villa Sordi. Tra i numerosi contributi quelli di Carlo Verdone, Giovanna Ralli, Pierfrancesco Favino, Riccardo Rossi, Vincenzo Mollica, Renzo Arbore, Walter Veltroni, Enrico Vanzina, Marco Risi. “Siamo tutti Alberto Sordi?” è diretto da Fabrizio Corallo che lo ha scritto con Giovanni Piscaglia, prodotto da Dean Film e Surf Film in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà, Sky Arte, La7. Corallo ha lavorato su almeno 140 di quei film, facendone un’abile sintesi per mostrare un Alberto Sordi a 360 gradi, dagli esordi all’apice della carriera, e soprattutto il suo straordinario rapporto con alcuni dei nomi più famosi del cinema italiano a partire dall’amico di sempre, Federico Fellini.





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