Naip: «Il palco cambia, ma io continuerò a fare spettacolo con la musica»

«La tv mi ha fatto capire che i mezzi a disposizione contano, ma non servono a nulla se non hai una buona idea da comunicare». Il musicista lametino non cambia il suo approccio all’arte dopo l’esperienza a X Factor. Quello che vuole fare è prendere il quotidiano e distorcerlo in note masticabili, dargli un sapore fruibile a tutti. Fare musica

di Anna Colistra
LAMEZIA TERME
«Naip è un uomo in movimento che elabora processi artistici e gioca» è la descrizione che fa di stesso Michelangelo Mercuri, classe ’90, da poco noto come uno dei protagonisti del palco di X Factor Italia, da molto prima musicista e sperimentatore di stili. Nessun Artista in Particolare (Naip) è il nome d’arte che ha scelto per sé, e che introduce alcuni elementi che contraddistinguono la sua musica: l’ironia e l’aspetto ludico. Ne ha dato prova durante le sue performance nel contest televisivo, dove ha giocato bene le sue carte, cucendosi addosso atmosfere, suoni e tracce narrative ad ogni esibizione, cambiando pelle ogni volta e rimanendo coerente con la sua personalità. Una dote che i giudici del format hanno apprezzato molto e che lo ha portato a conquistare il quarto posto in finale. «La cosa importante per un artista è avere chiara la propria idea di show, per riuscire a metterla in scena in qualsiasi contesto e attraverso qualsiasi linguaggio – afferma commentando l’esperienza di X Factor – in tv ho avuto la possibilità di sfruttare la mia immaginazione senza limitazioni. Avevo a disposizione tante luci, coreografie e professionisti con cui consultarmi, come non mi era mai accaduto». Decisamente un’occasione unica per Naip, che prima d’allora ha suonato per diverso tempo nei club e nei festival in condizioni completamente diverse e con risorse misurate. «Quello che ho scoperto, però, è che il palco è palco, cambia la situazione ma va creata sempre la stessa cosa: uno spettacolo». Per riuscirci servono ispirazione e voglia di osare, certo, ma non bisogna dimenticare le competenze. Dietro un artista, infatti, ci sono sempre anni di studio e duro lavoro, e, nel suo caso, Naip ha cominciato da adolescente a coltivare la sua formazione teatrale e musicale. Quest’ultima l’ha perseguita da autodidatta: «Non ho mai preso lezioni di canto, anche se mi piacerebbe – racconta – e ho imparato a suonare chitarra, batteria, piano e sintetizzatori da solo; adesso vorrei iniziare a cimentarmi col sax, magari seguito da un insegnante».

NESSUN ALBUM IN PARTICOLARE È il titolo del suo primo Ep uscito l’11 dicembre scorso per Sony Music Italy. «Il risultato di un mio lavoro sui concetti di brevità e distrazione nella società contemporanea, un disco “da animale sociale” lo definirei». Commenta così il suo album fatto di 7 pezzi che mettono in nota un quotidiano mai banale, sempre pronto a provocare e ad alleggerire quei macigni esistenziali che ci accomunano, “la ripetitività dell’errore” e “i fallimenti sentimentali” per citarne alcuni. «Il brano di apertura “Pretesto: Potercela fare” è un po’ diverso dagli altri, l’ho scritto durante la mia partecipazione ad X Factor, perché ero felice di essere arrivato fin lì grazie al mio progetto». La sua fonte d’ispirazione per l’album: un certo tipo di cantautorato italiano, come Giorgio Gaber, e certe tinte della scena elettronica internazionale, come Nicolas Jaar, Frank Ocean e Tyler the Creator. Prossimamente usciranno i videoclip di due brani tratti dall’Ep: “Bravi nel breve” e “OH OH OH”, girati entrambi a Lamezia Terme dal regista Mario Vitale. L’artwork del disco, invece, è un progetto dell’artista Pasquale De Sensi.

LA MUSICA E IL LOCKDOWN «Durante la quarantena ho scritto un disco che non so se pubblicherò mai. Vivevo la scrittura come un continuum temporale, non riuscivo a staccare, e inevitabilmente quello che creavo aveva una tonalità grigia, simile al mondo che mi circondava: la mia stanza». Un lavoro introspettivo che tratta temi universali, lontano dalle suggestioni colorate e brillanti del sound a cui siamo abituati, e che chissà se vedrà mai la luce. «Ora non voglio correre pensando a nuovi progetti, ma spendo tutto il mio tempo per la musica». Naip confessa di avere una giornata tipo fatta di 12 ore, che dedica alla ricerca e all’ascolto in cuffia. Ore in cui non suona soltanto, ma scrive, scopre e analizza nuovi dischi, segue concerti su Youtube e legge tantissimo. Fa tutto quello che può essere riconosciuto come la messa in moto del processo creativo. Insomma non si spengono mai la sua curiosità e la sua energia. «Non vedo l’ora che ripartano i concerti per farli e per andarci, seguire un live per me è un modo per “alimentarmi”, è qualcosa di vitale che spero di poter fare al più presto, quando la situazione che stiamo vivendo sarà migliorata per tutti». Questo è l’augurio personale per il 2021 di Naip, Nessun Artista in Particolare.





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