Un progetto per valorizzare i tesori subacquei della Calabria

Partirà su impulso di Barbara Davidde, Soprintendente del patrimonio subacqueo italiano. «Punteremo a indagare la costa di Roccelletta e le strutture sommerse dell’antica Scolacium».

di Fabio Benincasa
LAMEZIA TERME
Si è insediata da ventiquattro ore, ma Barbara Davidde nuova Soprintendente del patrimonio subacqueo italiano ha le idee chiare e tanti progetti in cantiere. L’archeologa romana è considerata un’eccellenza assoluta del settore a livello internazionale, simbolo della rivoluzione che il Mibact intende avviare con un ambizioso piano legato alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale italiano.

I PREZIOSI FONDALI CALABRESI Uno dei progetti riguarderà i tesori sommersi: navi adagiate sul fondo dei mari, nascoste da spugne e coralli, ma non solo. «Si tratta di 8000 chilometri di costa, per una estensione in mare dalla battigia alle 24 miglia – racconta Davidde in una intervista al Messaggero – i beni sommersi sono costituiti sia da relitti che da strutture costiere, per esempio ville marittime, moli di porti, banchine, peschiere. Ma il patrimonio culturale subacqueo comprende anche quello conservato nei fondali di laghi, fiumi, ipogei». Un museo di archeologia subacquea che giace nel profondo degli abissi, si arricchisce di nuove scoperte compiute anche da sub appassionati e inserite nella mappa dei beni di età moderna e contemporanea, da scoprire grazie ad un «percorso di visita subacquea con tablet, che permetterà anche la visione del sito in realtà aumentata, aggiunge Davidde. Ricercatori saranno impegnati anche nei mari della Calabria: «Penso al patrimonio sommerso calabrese – confessa l’archeologa – con il progetto Musas 2 e la Soprintendenza di Reggio Calabria punteremo a indagare la costa di Roccelletta e le strutture sommerse dell’antica Scolacium, nonché i possibili resti di strutture portuali a Portigliola a Locri».

CALABRIA, UN MUSEO “LIQUIDO” I mari calabresi custodiscono un vero e proprio museo ”liquido” pieno zeppo di tesori, come il relitto del Pasubio tra i più affascinanti, affondato da un sommergibile britannico nel 1943 al largo di Roccella Jonica, nel reggino. La nave da carico è adagiata sul fondo sabbioso a 44 m di profondità, ma le sovrastrutture si incontrano già ad una profondità di 34 metri. E poco distante sempre nelle acque di Roccella Ionica: Fort Missanabie, il relitto del cargo armato inglese, silurato nel maggio del 1944. Il mercantile inglese lungo 137 metri, giace a circa 80 metri di profondità, spezzato in due tronconi. La metà di poppa è in assetto di navigazione mentre la metà di prua è capovolta. Tutto il relitto è circondato da fittissimi banchi di Anthias e di pesce azzurro. E pare necessario ricordare L’Ammiraglio Millo: il sommergibile della Regia Marina. Riposa nelle acque di Punta Stilo – dal 14 marzo del 1942 – giorno in cui venne silurato e affondato dal sommergibile britannico “Ultimatum” mentre faceva rientro, navigando in superficie, dalla Libia dopo aver scortato un convoglio italiano carico di rifornimenti.





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto