Luigi Silipo, un mistero sepolto per 50 anni

COSENZA Sarà presentato venerdì 8 maggio, presso la libreria Ubik di Cosenza, “Lo strano delitto”, ultimo libro del giornalista Bruno Gemelli. A fare da sfondo alle pagine del volume edito…

COSENZA Sarà presentato venerdì 8 maggio, presso la libreria Ubik di Cosenza, “Lo strano delitto”, ultimo libro del giornalista Bruno Gemelli. A fare da sfondo alle pagine del volume edito da “Città del sole edizione”, il mistero «sepolto per 50 anni» sulla morte del dirigente comunista ucciso il primo aprile del 1965 a Catanzaro. «Silipo – ha spiegato l’autore – è protagonista di questa vicenda, ma soprattutto vittima. Non c’è una sua biografia, e si fa fatica a trovare tracce del suo vissuto. Eppure, ebbe un ruolo importante nella vita politica di Catanzaro e della Calabria negli anni ’50 e ’60 quale membro del Comitato centrale del Pci. Il primo aprile 1965, all’età di 49 anni, fu barbaramente assassinato senza sapere da chi e perché. Verrebbe da dire, guardando al piombo che gli è arrivato addosso: “sette colpi per sette moventi”».
Tante le ipotesi ma senza che si venisse a capo di nulla e «tanti – ha continuato Gemelli – i proiettili, per essere sicuri che non sopravvivesse all’agguato notturno».
La figura delineata è quella di un uomo timido, introverso, riservato, serio, preparato, rigoroso. «Si è indugiato molto – ha spiegato ancora l’interessato – nel descriverlo come un abitudinario che privilegiava empre gli stessi ritmi di vita e sempre fedele agli stessi orari. Paradossalmente, fu ucciso proprio il giorno in cui derogò alla sua abitudine di rincasare alle 20.30. Il sicario sapeva che Gigino, come era chiamato dagli amici e dai compagni di partito, quella sera sarebbe rincasato tardissimo? O lo attese per quattro ore sotto casa? E in queste quattro ore nessuno del rione si accorse della presenza di persone estranee all’ambiente? Dubbi rimasti senza risposta. Gli unici testimoni furono i mozziconi di sigarette “Nazionale” che gli inquirenti trovarono sul selciato del larghetto della Maddalena».
«Luigi Silipo – si è domandato ancora Gemelli – aveva nemici? Temeva qualche imboscata? La prima domanda rimane tutt’ora inevasa. La seconda ha una risposta negativa, soprattutto alla luce di una lettera che scrisse cinque giorni prima di morire che trasmetteva – ha concluso – progettualità».





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