Un reggino conquista la tv russa

REGGIO CALABRIA Nemo propheta in patria? Forse. O almeno così sembra essere stato per Adriano Cassalia, misconosciuto trentaduenne reggino trasformatosi, dopo il trasferimento a Mosca, in piccola star della televisione…

REGGIO CALABRIA Nemo propheta in patria? Forse. O almeno così sembra essere stato per Adriano Cassalia, misconosciuto trentaduenne reggino trasformatosi, dopo il trasferimento a Mosca, in piccola star della televisione russa. «Mi hanno riconosciuto anche a Vilnius, quando sono stato lì in vacanza – dice ancora fra il sorpreso e il divertito – mi hanno fermato addirittura per strada». Galeotta è stata la partecipazione al programma “Dai sposiamoci”, trasmissione di punta del primo canale russo, che ogni settimana macina milioni e milioni di telespettatori, per oltre due ore regolarmente agganciati agli schermi perché curiosi di capire se il tronista o la tronista di turno convoleranno a nozze con uno dei tre potenziali partner selezionati dalla trasmissione. Un circo – decisamente trash – amministrato con pugno di ferro in guanto di velluto da Lariza Guzieeva, nota attrice di cinema spiaggiata in Tv a fine carriera, spalleggiata in video da un’astrologa – Basilisa Bolodyna – e dalla fondatrice della prima agenzia matrimoniale in Russia, Rosa Sabitola. Alla corte della Guzieva, Adriano ci è arrivato grazie ad una ragazza conosciuta per caso che lavora alla produzione. «Mi ha contattato chiedendomi se fossi disponibile e lì per lì sono rimasto perplesso, poi ho pensato “perché no?”. Almeno si ride». Scortato dal coinquilino napoletano Giovanni Savino – professore all’università di Mosca e analista per Ria Novosti – e da un’amica russa, Genjia Bobkova, Adriano si è presentato in trasmissione nelle vesti di pretendente. «Il problema – dice – è che dalla tipa c’era molto poco da pretendere». Trentenne tatara con figlio a carico, l’aspirante sposa aveva alle spalle una vita a dir poco movimentata. A seguito dei vari uomini con cui aveva finito per avere una relazione, Zilyia si era trasferita prima in Germania poi a Dubai, ma nessuna delle esperienze è sembrata soddisfarla, tanto da convincerla a tornare in Russia alla ricerca del grande amore. In uno studio televisivo. Fra piante artificiali e sedie in finta pelle, Adriano – dopo aver seriamente rischiato di farsi buttare fuori dagli studi insieme ai due ridanciani supporter – è stato messo sotto torchio dall’aspirante sposa – con tanto di mamma, sorella e pargolo di scorta – conduttrice, astrologa e wedding planner. Saranno state le lasagne – «Mi toccava portare qualcosa e non avevo assolutissimamente intenzione di comprare dei fiori» – o “Soli” di Celentano cantata a squarciagola – «Considera che io sono pure stonato» – ma sta di fatto che Adriano ha fatto breccia nel cuore dell’inquieta tatara. Cui ha regalato una cocente delusione. «Alla fine del programma i tre pretendenti devono entrare in tre stanze diverse e l’aspirante sposa deve scegliere in quale entrare. Quando è spuntata da me sono rimasto di ghiaccio, proprio non lo immaginavo. Ho dovuto improvvisare. Le ho detto che caratterialmente eravamo troppo diversi. E quei due dietro di me ridevano. Tanto per cambiare». Insomma, alla fine Adriano non ci ha guadagnato una serata romantica – primo step del matrimonio auspicato dal programma – ma solo una valanga di risate. «Non puoi immaginare quante volte ci abbiano minacciato di buttarci fuori dallo studio», dice ancora divertito, «ma questa, credimi, non è una delle tante esperienze assurde che ti possa capitare a Mosca». Approdato due anni fa nella metropoli russa, Adriano ha alle spalle una storia di ordinaria emigrazione. Reinventatosi professore di italiano, a Reggio ha lasciato famiglia, amici e un negozio di mangimi in un brutto quartiere della periferia che a stento gli consentiva di arrivare a fine mese. A Mosca ci è capitato per caso o per fortuna. «Un’amica conosciuta a Reggio mi ha proposto di trasferirmi per insegnare. Io non conoscevo mezza parola di russo se non quelle poche imparate dalle studentesse dell’università per stranieri. Ma non avevo nulla da perdere». Un paio di mesi su un libro di russo per italiani, il coraggio di prendere l’aereo e reinventarsi una vita in una città enorme: la storia di Adriano in Russia è cominciata così. Certo non è stato tutto semplice. il Paese è grande, in larga parte diverso e – da certi punti di vista – ostile. «Ho passato anche una notte in questura per problemi con il visto, credo di essere uno dei pochi italiani a cui capitata una cosa del genere», racconta. «Ma la qualità della vita che posso permettermi qui in Italia potrei solo sognarla». A “curare” la nostalgia dell’Italia c’è una folta comunità di expat. «E siamo sempre di più. Gente del nord, del sud. Forse più terroni a dire la verità». Una rappresentanza fedele, quasi statistica, di una generazione che l’Italia non sembra volere più.

 

Alessia Candito
a.candito@corrierecal.it







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