La penna di Bruzio rivive in un docufilm

«Amico di tutti, servo di nessuno». Vincenzo Padula, il prete ribelle, – vissuto negli anni a cavallo dell’Unità d’Italia – era fatto così, non accettava compromessi, nemmeno con se stesso….

«Amico di tutti, servo di nessuno». Vincenzo Padula, il prete ribelle, – vissuto negli anni a cavallo dell’Unità d’Italia – era fatto così, non accettava compromessi, nemmeno con se stesso. Nemmeno quando dovette ammettere che l’Unità del Paese, per la quale si era battutto, fu un autentico fallimento per il Meridione. Mente acuta e penna affilata, Padula nel 1864 fondò “Il Bruzio”, un bisettimanale nel quale affrontava, senza riserve, quella che oggi definiamo la questione meridionale. La sua figura di intellettuale, di sacerdote che spingeva i contadini a ribellarsi alle usurpazioni che subivano quotidianamente, è stata rappresentata in un docufilm dal titolo “La penna di Bruzio”. Un’opera corale nata da un’idea di Mattia Scaramuzzo, regista e attore di Acri, per la regia di Giulia Zanfino, testi di Emilio Grimaldi e fotografia dei fratelli vibonesi Andrea e Matteo Aragona.
Nel documentario appaiono anche le interviste ad Andrea Camilleri, grande conoscitore di Padula, a Carlo Verdone, che ha ricevuto il premio intitolato allo scrittore acrese, e a Riccardo Iacona, giornalista che ben conosce la questione meridionale ancora irrisolta ai nostri giorni.
«La partecipazione a questo progetto è stata sentita e vissuta con entusiasmo da tutti coloro che hanno dato il proprio contributo, dalla Fondazione Vincenzo Padula, alle comparse ai commercianti di Acri che ci hanno sostenuto», dicono Zanfino e Grimaldi che questa sera alle 21 (e in replica alle 23), su Libera 90 (canale 90 del digitale terrestre), racconteranno il loro Padula nella trasmissione “I forum del Corriere della Calabria”. Con loro in studio i giornalisti Alessia Truzzolillo e Sergio Pelaia.





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