E nei distributori al posto degli snack arrivano le clementine

SIBARI Immaginate una sera d’inverno di nove mesi fa, due amici, un camino acceso, un buon bicchiere di vino. Immaginate che da questo incontro nasca un’idea, un’idea probabilmente folle, azzardata,…

SIBARI Immaginate una sera d’inverno di nove mesi fa, due amici, un camino acceso, un buon bicchiere di vino. Immaginate che da questo incontro nasca un’idea, un’idea probabilmente folle, azzardata, ma in ogni caso geniale: portare un prodotto locale, la clementina, in giro per l’Italia e per l’Europa, e attraverso una modalità altrettanto singolare. Loro sono Francesco Rizzo e Antonio Braico, e insieme formano “ClemenTime”, neonata costola di due storiche aziende agrumicole della Piana di Sibari (Favella e Coab), con lo scopo di valorizzare e promuovere un frutto di pregiata qualità, vittima negli anni di una forte svalutazione. Questo ibrido di mandarino e arancio, che trova le condizioni ottimali per la crescita proprio nei terreni calabresi è, secondo i due soci, «troppo buono per non arrivare ovunque», e lo spreco di frutti caduti dagli alberi e non colti per via dei costi troppo elevati è parso loro cospicuo in termini sia strettamente materiali sia anche più propriamente etici.
La consapevolezza di ciò, unita ad un’approfondita indagine di mercato condotta sul “vending” (ovvero la somministrazione di prodotti alimentari per mezzo di distributori automatici) ha spinto i due ad adottare proprio questa tipologia di vendita, oltre a quella tradizionale: ed è così che oggi è possibile trovare all’interno dei distributori di tutta Italia e non solo, una coppia di clementine appositamente confezionate all’interno di cartoni alimentari al fianco dei classici snack e bibite che di norma predominano in gran parte di scuole e uffici. «ClemenTime è il tempo delle clementine di essere conosciute, e di esserlo soprattutto nella loro specifica territorialità», afferma Rizzo, spiegando come esse rappresentino un’eccellenza in quanto giungono nelle mani dell’utente direttamente dall’albero e senza alcun trattamento aggiuntivo. Le clementine, inoltre, costituiscono un’alternativa particolarmente salutare rispetto al “cibo” che abitualmente troviamo nei distributori, coniugando salute e gusto con il loro apporto vitaminico perfetto in rapporto al fabbisogno giornaliero.
L’ iniziativa senz’altro lodevole dei due amici ha avuto in poco tempo una risonanza elevatissima: la pagina Facebook di “ClemenTime” ha raggiunto quasi 4000 like, oltre alle innumerevoli recensioni che il progetto ha ottenuto su diversi siti web. Sulle prospettive future, però, non si sbilanciano: sarà necessario “educare” i consumatori alla  novità prima di poter avere un riscontro effettivo in termini economici e di ricaduta sul territorio, e operare una conversione delle abitudini alimentari in un senso che poi non è altro che un ritorno alla nostra tradizione, alle nostre radici. Per intanto, ai due giovani va il plauso per aver portato dappertutto uno “spicchio” di Calabria. 
Chiara Fazio
redazione@corrierecal.it




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