All’Unical il convegno “Terra Aliena”

RENDE «La Bibbia non parla di Dio». Non sono trascorsi neanche venti minuti dall’inizio della conferenza scientifica cui è stato invitato all’Unical che Mauro Biglino, l’esegeta eretico che fa infuriare…

RENDE «La Bibbia non parla di Dio». Non sono trascorsi neanche venti minuti dall’inizio della conferenza scientifica cui è stato invitato all’Unical che Mauro Biglino, l’esegeta eretico che fa infuriare il Vaticano, congela il tempo in quella che era l’Aula Magna del Campus di Arcavacata e tiene col naso all’insù gli oltre duecento ospiti giunti da tutto il Meridione. Le sue parole scivolano piano e l’uditorio, preparato a certe tematiche se è vero che in molti hanno il sacro testo fra le mani e citano a braccio passi e nozioni, rimane comunque appeso al filo del discorso, oscillando fra applausi e risate manco fosse un one man show. «La Bibbia è un insieme di cronache di incerta provenienza – rincara la dose il traduttore di testi in ebraico antico assalito dai fan per una marea di selfie – dove trova spazio l’ingegneria genetica. Rassegniamoci, noi siamo degli Ogm…». Boom. Tutto tranne che convenzionali le tesi di questo studioso multitasking e dalle conoscenze multidisciplinari (seppure si schermisca dicendo che «svolge il lavoro più cretino del mondo, anzi vorrei insegnarvi a leggere il testo in modo che non veniate più alle mie conferenze») invitato al convegno “Terra Aliena” organizzato da un novero di associazioni coraggiose e molto attive sul territorio – Mistery Hunters, Unicalmente studenti e The Cube – nel moderno tempio, proprio il caso di dirlo, del sapere. Occhiaie scavate, sguardo che scruta l’orizzonte senza pace, con pennarello in mano e fogli bianchi da aggredire, spiega con pazienza certosina (nemesi!) come la traduzione letterale del Vecchio Testamento apra degli scenari del tutto differenti rispetto «alle favolette» che da secoli vengono «propinate». In sostanza si ipotizza che la Bibbia racconti le vicende non di un Dio ma di diversi Dei, gli Elohim. Entità mortali giunte da «altrove», tecnologicamente avanzate, che giunsero sul pianeta Terra in un tempo remoto a seguito di una battaglia «nei cieli» in cui ebbero la peggio: «Una sorta di colonia penale!», scherza Biglino. Postisi al vertice della gerarchia sociale, si trovarono a creare una specie a loro immagine e somiglianza «da cui essere serviti». Certo, assunti forti, che si pongono in aperto contrasto con quanto affermato dalle principali religioni monoteistiche. Eppure, le teorie vengono postulate da uno dei principali traduttori viventi al mondo dall’ebraico masoretico, che per anni ha lavorato per le Edizioni San Paolo traducendo decine di testi come le Bibbie che si trovano nelle librerie domestiche di molti fedeli. E Dio? «Non so molto di Dio – confida lo studioso torinese –, credo dipenda dalla sensibilità spirituale di ognuno. A chi intenda cercarlo però, sconsiglio di farlo nella Bibbia». Pausa pranzo, pronti partenza e via la seconda parte della giornata di studi, dopo una mattinata così intensa, sembra quasi conformista. Ospite e relatore, un altro eminente studioso, molto conosciuto all’estero, di teorie definite dai cultori della materia «complottiste»: Roberto Pinotti, il presidente del Centro Ufologico Nazionale. Che focalizza il suo intervento facendo un excursus sulla classica documentazione della casistica di oggetti non identificati individuati nella storia. Senza però tralasciare alcune dichiarazioni che lasciano pochi fraintendimenti. «Abbiamo gli alieni in casa – spiega Pinotti – sarebbe il caso di dirlo. I potenti sanno e forse i più propensi a clamorose aperture sulla questione stanno proprio in Vaticano…». È pomeriggio inoltrato quando il convegno chiude i battenti all’aula Caldora ed i banchetti di letteratura sul tema, approntati dagli organizzatori, hanno registrato il tutto esaurito. Tutti contenti o quasi. Sicuramente soddisfatti i promotori dell’evento per la riuscita della giornata, di meno chi porta con sé riflessioni stridenti con quanto appreso al catechismo.

e.t.





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