Dal web alla piazza reale, irrompono i Zabatta Staila – IL VIDEO

COSENZA C’è un coniglio che regala caramelle e soldi facili agli sconosciuti, un duo clonato, forse, in terra iberica, uno che percorre viaggi temporali nello spazio mentre gli altri tre…

COSENZA C’è un coniglio che regala caramelle e soldi facili agli sconosciuti, un duo clonato, forse, in terra iberica, uno che percorre viaggi temporali nello spazio mentre gli altri tre hanno il volto travisato come improbabili supereroi. Insomma, non sarà un fiaba ma di sicuro c’è un fenomeno – musicale – a Cosenza. Nato sul web come dimostrano i primi video caricati su Youtube (addirittura con qualche problemino di copyright) eppure, paradossalmente e contestualmente, underground perché non hanno ancora realizzato un disco ne si sa se lo faranno, sono tutti mascherati per spersonalizzarsi («in modo che ognuno possa identificarsi in noi», dicono i diretti interessati), ed il massimo di public relation sono affidate al loro profilo Facebook: «prima che Sergio Crocco e la Terra di Piero ci chiedessero di esibirci dal vivo ad uno dei loro spettacoli di beneficenza avevamo l’intenzione di rimanere più nascosti possibile», raccontano.
Loro sono la crew dei Zabatta Staila, ovvero Zabatta, Solfami, Jakky Di Nola, il duo dei Vana Spagna, Marracaibo e «alle volte, quando ci porta i testi dalle canzoni dal futuro», Satomi. I nomi di battesimo? Bella domanda. Fanno Hip hop ma non sono veri e propri rapper – «e infatti i puristi della materia ci guardano un po’ così. Ma di che stiamo parlando? La musica per noi è senza regole, senza barriere» – con una vena satirica strabordante e corrosiva. Altri segni particolari: beh, il tutto tradotto in vernacolo cosentino, altrimenti dov’era il divertimento? «Ci piacerebbe essere accostati – spiegano dalla crew – a gruppi come i pugliesi Sud Sound System che si esprimono attraverso il loro dialetto, anche se, per esempio, ci piacciono artisti come Kiave (cosentino come loro) e Turi (anch’egli calabrese)».
E così con la lingua degli avi – «magari con espressioni ascoltate dai nostri nonni» – affidandosi ad una metrica incalzante sferzano la fenomenologia del cosentino medio. «Non ci siamo inventanti niente, siamo solo attenti osservatori», ci tengono a sottolineare i Zabatta Staila. Atmosfere, intercalari, usi e consumi, voci originali di pittoreschi personaggi nati in città e voci di noti video che circolano su internet, celebri chiamate in radio, nevrosi e follie dell’antica capitale dei Bruzi sviscerate in testi senza censura che raccolgono gli umori della pancia più recondita di Cosenza, dalla strada, dal basso.
Compresa l’ironia su vezzi urbanistici ed estetici, nonché sulla grandeur, del sindaco architetto attualmente in carica: «noi non ci schieriamo né pro né contro, facciamo satira», chiosano. Questo non significa tuttavia che non siano stati capaci finanche di fotografare le degenerazioni comportamentali di un popolo, quello brezio, indolente e impertinente, parolaio e megalomane. Che poi t’aspetteresti che il tutto sia stato confezionato in qualche scantinato cittadino. E invece no, «perché alcuni di noi, per qualche tempo, hanno vissuto a Londra quindi diverse canzoni sono state scritte, incise e registrate lì. Ci mancavano le piccole cose della nostra città». Intanto, l’ultimo video, ipnotico e a tratti psichedelico come alcuni precedenti, col nuovo brano “Makiné!?” – con tanto di citazione cinefila finale dedicata ad uno dei film italiani rivelazione dell’anno, “Lo chiamavano Jeeg Robot”- è stato lanciato online alla vigilia di Natale rimbalzando sulla rete a furia di like e condivisione sui social. Mentre stasera, per la notte di Capodanno, nel calendario degli eventi musicali in città, avranno un loro spazio con l’esibizione in piazza XV Marzo, cuore suggestivo del centro storico, prevista per le 2.30. Non sarà, come si ricordava prima, una fiaba, ma volendoli citare verrebbe da dire: “bella questa!”.

Edoardo Trimboli
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