Dal Bronx a Lamezia, una serata con Abel Ferrara – VIDEO

LAMEZIA TERME Si aggira per il teatro camminando distrattamente fra il pubblico che lo ferma, lo saluta e gli chiede una foto. Lui risponde sorridendo, acconsente e si lascia trascinare…

LAMEZIA TERME Si aggira per il teatro camminando distrattamente fra il pubblico che lo ferma, lo saluta e gli chiede una foto. Lui risponde sorridendo, acconsente e si lascia trascinare dagli scatti e dalle domande, tante, che gli vengono rivolte. 
Un grande maestro come Abel Ferrara, forse, lo riconosci anche da queste piccole cose. Il noto regista newyorkese, simbolo e cardine di un’epoca cinematografica legata alle storie urbane e alle violenze di luoghi estremi, è la punta di diamante dell’edizione 2017 del Lamezia Film Fest. 
Il Teatro Grandinetti di Lamezia Terme, tra contraddizioni e storia, è probabilmente il luogo più simbolico possibile per far da cornice al maestro Ferrara. La sua presenza carismatica si percepisce già da lontano, dalla profonda dei suoi occhi quando incrocia i tuoi. Senza troppi fronzoli si concede alle domande dei giornalisti, e lo fa con naturalezza, snocciolando risposte a raffica, alternando inglese e italiano, retaggio della sua famiglia originaria di Sarno, piccolo centro della Campania. 
Sono proprio i tratti salienti dell’Italia meridionale ad essergli rimasti dentro, non solo sulle pellicole come nel caso del docu-film “Napoli Napoli Napoli”, e lo esprime con fierezza e sincerità. «Sono molto contento di essere qui in Calabria – dice – sono felice». 
Le origini italiane da una parte, dall’altra la vita difficile nel Bronx di New York: «Rimane sempre qualcosa di questo quartiere in ogni mio film, sono nato lì, ho vissuto lì, è inevitabile. A ispirarmi sono sempre state le storie degli altri, in altre parole, la vita che ho vissuto».
Abel Ferrara è a suo agio, sembra quasi a casa sua. Lo ritrovi ovunque, poi finalmente sul palco dove, inevitabilmente, fa sua la scena per il grande piacere del pubblico presente, numeroso ed entusiasta, in sala. Lo fa insieme a Vinicio Capossela, l’altro grande ospite della serata finale del festival. I due si concedono da artisti navigati quali sono: uno al pianoforte, l’altro alla chitarra e il pubblico va in visibilio. 
Una serata di novembre inusuale per Lamezia, una serata che rimarrà impressa per molto tempo.   

Giorgio Curcio
redazione@corrierecal.it