Un po’ Totò e un po’ Fantozzi, il ritorno di Mazzotta all’Unical

RENDE Al Piccolo Teatro dell’Unical l’aria calda del riscaldamento taglia a fette la tensione e l’agitazione che precede il debutto. Il regista Max Mazzotta dà appuntamento ai commedianti a tarda…

RENDE Al Piccolo Teatro dell’Unical l’aria calda del riscaldamento taglia a fette la tensione e l’agitazione che precede il debutto. Il regista Max Mazzotta dà appuntamento ai commedianti a tarda sera. È il giorno del debutto ma soprattutto del ritorno, quello di Mazzotta sul palcoscenico dopo venti anni con un nuovo spettacolo.
Per anni trattata male, poi ripresa con uno spirito nuovo. Il sarcasmo che si mescola all’amarezza della vita quotidiana. Il perdente. L’uomo medio che si affanna nella vita contro tutto e tutti al punto da ritornare a casa e non riuscire a godere neanche della cena che nel marasma ha provato a conquistare. È la commedia italiana ed è anche quella che viene ripresa da Mazzotta con lo spettacolo “Commedia all’italiana” in scena mercoledì 13, giovedì 14 e venerdì 15 dicembre, a partire dalle 20.30, al Piccolo teatro dell’Unical nel corso della stagione “Festivart 2017 – Meridiano Sud: dalla tradizione al contemporaneo”

 

LA MASCHERA Il comico e la commedia. Due universi che fin dall’antichità viaggiano su binari paralleli ma hanno destinazioni che possono essere tra di loro molto lontane. Di sicuro hanno rappresentato all’interno del panorama artistico italiano delle eccellenze. «Prendiamo una maschera come Totò, oppure una come Fantozzi» dice Max Mazzotta, che adagiato sul divano all’ingresso del teatro parla dei due come se fossero nelle sue mani longilinee. «Soprattutto Fantozzi, lo apprezzeremo tra moltissimi anni. Perché nella condizione dell’uomo i Fantozzi sono di più rispetto ai “Megadirettori Galattici” – asserisce Mazzotta -. È l’uomo che si impegna ma che gli va male, è la maschera per eccellenza, quello che ti fa ridere nella disgrazia ma è una risata amara perché se ci pensi poi in modo distaccato e freddo è una situazione che forse ti è capitato di vivere qualche volta». La situazione comica che a tratti ci imbarazza, perché non si tratta di saper perdere ma di affrontare, forse, la vita con ironia. Un approccio, quello della commedia, che ha caratterizzato le opere dei grandi registi italiani come Gassman o De Sica (padri non figli) ma anche come Pasolini. «Porto il cinema a teatro e sono le mie passioni – dice il regista e coprotagonista -. Le scene, il set, i film che scorrono sullo sfondo. E poi c’è Tommy Mix il protagonista che gira questo film ma non si sa, toccherà allo spettatore capire se la pellicola sarà pronta o meno». Insomma allo spettatore non rimane che calarsi nella commedia con lo spirito che meglio ritiene, non lesinando di andare in coppia o in tre come nella “Banda dei falsari” di Totò o presentarsi in modo borghese come nei “Vitelloni” di Fellini. Poi toccherà a Tommy Mix al suo aiuto regia Gigi e al direttore della fotografia Renè mettere a fuoco e ritagliarvi una parte.

 

IL CAST In scena, insieme a Mazzotta, Antonella Carchidi, Matteo Lombardo, Paolo Mauro, Alma Pisciotta e Francesco Rizzo. Direzione tecnica e realizzazione video, Gennaro Dolce, audio Matteo Mancini, Luci e organizzazione Iris Balzano, costumi Rita Zangari forniti da Capitano, progetto grafico Gianluca D’Andrea e Ilaria Nocito assistente alla regia.

 

Michele Presta
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