Amelio, Gagliardi e gli altri: piace la Calabria del cinema

Il film “Il primo uomo” di Gianni Amelio ha vinto il premio della critica al Festival di Toronto: arriva inaspettato – e all`unanimità – il riconoscimento dei critici internazionali della…

Il film “Il primo uomo” di Gianni Amelio ha vinto il premio della critica al Festival di Toronto: arriva inaspettato – e all`unanimità – il riconoscimento dei critici internazionali della Fipresci che hanno dovuto scegliere tra quasi 400 opere, divise tra film e documentari. “Le premier homme”, nelle sale dal gennaio 2012, è in realtà una produzione francese con piccole quote italiane (Raicinema e Cattleya) ma il regista calabrese – “scartato” a Venezia – si è di fatto preso una rivincita con la pellicola ispirata all`omonimo romanzo di Albert Camus rimasto incompiuto. È la storia, ambientata negli anni 50, di Jacques Cormery, alter-ego di Camus che fa ritorno in Algeria ripercorrendo i tempi della propria infanzia ma in parte alter-ego anche di Amelio nell`analisi del suo rapporto con la mamma (trasfigurata nel ruolo di Maya Sansa).
Il resista di “Porte aperte” e “Così ridevano” ha anche chiarito il motivo della mancata partecipazione alla 68esima Mostra del cinema di Venezia: «Agli italiani Venezia serve se si ha un`uscita imminente, noi non l`avevamo, siamo adesso in fase di doppiaggio – ha dichiarato alla Stampa – Ci avevano detto che dovevano pensarci, che ci avrebbero dato una risposta. Ma noi non abbiamo aspettato».
E intanto, tra i candidati alla corsa per gli Oscar ci sono anche due film italiani apprezzati proprio a Toronto: si tratta di “Habemus Papam” di Nanni Moretti e “Terraferma” di Emanuele Crialese. Il 28 settembre sarà scelto il film che ci rappresenterà all`Oscar, tra gli 8 italiani all`esame della commissione di selezione istituita dall`Anica (Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali) su incarico dell`Academy Award. E anche qui, la Calabria è – più o meno direttamente – presente, se si pensa che tra i candidati ci sono “Tatanka” del regista cosentino Giuseppe Gagliardi, “Corpo celeste” di Alice Rohrwacher, girato a Reggio Calabria, e “Nessuno mi può giudicare” di Massimiliano Bruno, giovane regista di origini calabresi; concludono la pattuglia degli aspiranti “Noi credevamo” di Mario Martone, “Notizie degli scavi” di Emidio Greco e “Vallanzasca – Gli angeli del male” di Michele Placido.
Niente male, se si pensa che è ancora fresca la gioia dei filmmaker calabresi Felice D`Agostino e Arturo Lavorato per il premio “Orizzonti” ottenuto al Lido con “In attesa dell`avvento”, giudicato il miglior corto fra i 52 titoli in concorso.





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