Lo scontro Msc-Contship che paralizza il porto di Gioia

L’armatore Aponte a “Milano Finanza”: «Vogliamo fare investimenti, ma i nostri soci non sono d’accordo. Siamo interessati a rilevare il 100%». Il terminal, intanto, perde l’11% di traffico

Nessuna frizione con il socio Contship Italia, di cui è partner (di minoranza con il 40%) nel terminal container di La Spezia e paritario (50%) in Calabria nel Medcenter Container Terminal. E nessun passaggio su come lo scontro (a questo punto presunto) tra Msc e Contship abbia condizionato i volumi di traffico del porto di Gioia Tauro. Gianluigi Aponte, intervistato da Milano Finanza, lascia capire che non ha intenzione di abbandonare la conquista dello shipping e dei porti italiani. «Su Gioia Tauro – dice – intendiamo fare degli investimenti, ma i nostri soci non sono tanto d’accordo. Vedremo come andrà a finire: se sono d’accordo saremo felici di andare avanti con loro, viceversa occorrerà vedere come si svilupperà la situazione. Noi siamo interessatissimi a sviluppare Gioia Tauro e addirittura a raddoppiare i volumi facendo gli investimenti necessari. Non escludo l’interesse a rilevare il 100% se dovesse presentarsi l’occasione, ma non credo che i nostri soci siano disposti a cedere la loro partecipazione».
Più che ad ammorbidire il contrasto, le (poche) parole dell’armatore confermano il braccio di ferro sul porto calabrese, per il quale governi (regionali e nazionali) ipotizzano da anni nuove traiettorie di rilancio senza troppo successo. 
È chiaro, però, che nel board del porto si fronteggiano due punti di vista molto diversi e che lo stallo non fa che peggiorare i risultati e le performance.
Mancano ancora i dati ufficiali, infatti, ma dalle prime informazioni sul bilancio 2017 del Mctc di Gioia Tauro sembra che il terminal sia sceso dai 2,8 milioni di teu del 2016 ai 2,5 milioni dell’anno appena chiuso, con una perdita dell’11%, secondo quanto afferma l’agenzia Ansa. Se così fosse, il porto calabrese perderebbe la posizione al vertice della classifica container italiana a favore di Genova, che invece ha raggiunto il suo record. Sempre secondo l’agenzia, si sarebbe aperto un conflitto tra le due società che si spartiscono il Med Center Container Terminal e, di fatto, anche la sua operatività: Contship Italia e Msc. Quest’ultima è infatti oggi l’unica compagnia marittima che scala a Gioia Tauro e nel secondo semestre dell’anno ha drasticamente calato i volumi da 40mila a 20mila teu a settimana. Msc giustifica il calo dei volumi con il ritardo degli investimenti per potenziare le infrastrutture portuali, ma alcuni analisti ritengono che questo sia un pretesto, anche perché dal primo al secondo semestre del 2017 non ci sono stati peggioramenti degli impianti e delle attrezzature portuali. Per ora, Contship Italia non replica. Aponte, invece, apre addirittura alla conquista del controllo del terminal. Questione di strategie industriali, mentre la Calabria aspetta e osserva il declino del porto.







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