Cgil: «La nuova Autorità portuale dello Stretto danneggerà la Calabria»

I segretari generali dell’organizzazione sindacale Sposato e Costantino attaccano la scelta del ministro Toninelli di spostare su Messina la sede dell’Autorità: «Decisione sbagliata»

REGGIO CALABRIA «La costituzione della nuova Autorità portuale dello Stretto può diventare addirittura dannosa per l’intero sistema produttivo e commerciale che ruota attorno ai porti calabresi. Si tratta di una scelta sbagliata da parte del ministero dei Trasporti che si adegua alle richieste campaniliste di pezzi di classi dirigenti siciliane». Lo sostengono, in una nota, i segretari generali della Cgil e della Filt-Cgil della Calabria, Angelo Sposato e Nino Costantino. «Non vi è ombra di dubbio – aggiungono – che “spostare” i porti di Villa e Reggio rappresenta un forte indebolimento del sistema portuale calabrese, ma è lo stesso sistema dello Stretto ad indebolirsi perché invece di integrarsi, come si afferma da decenni, si isola dal contesto calabrese e siciliano. Un’isola, insomma, senza prospettiva e senza un pensiero lungo su cui costruire ipotesi di sviluppo ed integrazione. Vi è il rischio concreto, inoltre, che Villa e Reggio, che sono state inserite nella Zes pensata per Gioia Tauro e la Calabria, e che ruota attorno a vincoli certi come i sistemi portuali, possano essere estromesse dai benefici derivanti da una espansione produttiva e industriale».
«Se proprio il ministro Toninelli è interessato, come dice, all’Area dello Stretto – aggiungono Sposato e Costantino – renda concreto lo spostamento a nord di Villa San Giovanni degli approdi delle navi che consentirebbe alla cittadina dello Stretto di liberare il proprio centro storico dal passaggio di migliaia di camion e auto. Noi abbiamo sempre pensato che la razionalizzazione dei sistemi portuali doveva prevedere anche la capacità di rendere produttivi i territori, come avviene attorno a tutti i grandi porti del mondo. Per questo, durante la vertenza del porto di Gioia Tauro, abbiamo preteso che dentro l’accordo siglato al Mit ci fosse anche la Zes che da Gioia si è allargata, su nostra richiesta, a tutti i porti dell’Autorità portuale di Gioia e della Calabria. E, a proposito di Gioia, cosa si sta facendo per l’area industriale anche alla luce della visita di tanti esponenti di Governo? Cosa si sta facendo per rendere produttivo un porto che, invece di espandersi, ha registrato 370 esuberi? Cosa si sta facendo, insomma, per recuperare quella occupazione e crearne di nuova? Ecco altri motivi per cui riteniamo insensata la scelta della divisione di Villa e Reggio del sistema portuale calabrese, con il rischio della loro estromissione dai processi derivanti dalla Zona E economica speciale».
«Ma a tale proposito – dicono ancora i due dirigenti della Cgil – cosa pensa la Giunta regionale della Calabria? Perché la nomina del Presidente dell’Autorità portuale non si è verificata quando Ministro dei Trasporti era Delrio, che, peraltro, era il promotore della legge di Riforma dei porti del 2016? Ma la Regione e gli altri enti locali sono stati informati dal Ministro Toninelli? Queste sono domande a cui forse è opportuno dare risposte per capire come affrontare una decisone del Governo che può danneggiare pezzi importanti del territorio calabrese. Noi continuiamo a pensare che per rafforzare il nostro sistema portuale e per renderlo produttivo occorre integrare e unire. Cedere ai richiami campanilisti ci porterà alla richiusura e al’isolamento».





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