«Il governo dica se il porto di Gioia è una priorità»

La Cgil chiede impegni concreti al ministro Toninelli: «Fare il punto sull’Accordo di programma quadro. Mct investa nell’infrastruttura e Msc aumenti i volumi»

CATANZARO «Sul porto di Gioia Tauro è giunta l’ora di un cambio di passo definitivo per farlo diventare lo scalo più importante dello “shipping” nel Mediterraneo e per realizzare un vero retroporto industriale per dare prospettiva economica e occupazionale all’area e all’intera Calabria». Lo sostengono, in una nota, la Cgil e la Filt-Cgil della Calabria.
«Per fare questo – aggiungono – è necessario che il governo nazionale faccia rispettare l’Accordo di programma quadro sottoscritto nel luglio di due anni fa e condiviso dalle organizzazioni sindacali, che prevedeva il gateway ferroviario, la banchina di carenaggio e investimenti fondamentali da parte di Msc e Mct per ammodernare i mezzi e i macchinari in modo da poter rispondere ad un dichiarato aumento di volumi. Chiediamo, dunque, al governo e al ministro Toninelli di convocare un incontro per monitorare lo stato di avanzamento dell’Apq e, soprattutto, capire perché gli investimenti previsti e decisi di Msc e Mct non sono ancora avvenuti. Il governo deve con immediatezza decidere di rendere concreta la Cabina di regia sulla Zes per velocizzare decisioni e scelte in grado di garantire l’allocazione di aziende industriali nelle aree individuate. Allo stesso modo è necessario superare il Commissariamento dell’Autorità portuale di Gioia Tauro nominando il presidente per rafforzare le scelte e le decisioni indispensabili in questa fase delicata. Così come bisogna incentivare le opportunità di diversificazione delle attività portuali, a cominciare dal terminal auto (Auto terminal Gioia Tauro), che sta registrando volumi importanti con conseguenti ricadute occupazionali. In questo quadro, chiediamo al governo di pensare sin da adesso a rifinanziare l’Agenzia fino alla completa rioccupazione di tutto il personale».
«Chiediamo, inoltre, al governo nazionale – dicono ancora la Cgil e la Filt-Cgil – di rivedere la penalizzante decisione di istituire la 16ª Autorità portuale nella quale vengono inseriti i due porti calabresi di Reggio Calabria e Villa San Giovanni che, in questo modo, vengono sottratti alla loro vocazione naturale e alla possibilità di usufruire degli effetti trascinanti dell’Autorità portuale di Gioia Tauro. L’Area dello Stretto non si costruisce dividendo il territorio e la Calabria e impoverendo Reggio e Villa San Giovanni per rispondere a vecchie e logore logiche di potere. Per questo chiediamo al presidente della giunta regionale Oliverio e ai sindaci di Reggio e Villa San Giovanni una decisa e pubblica presa di posizione. In questi anni il sindacato calabrese ha fatto la propria parte con senso di responsabilità. Adesso, però, è necessario rendere concreti gli impegni assunti e gli investimenti previsti e decisi, a cominciare da quelli di Mct per nuova occupazione nelle nuove attività. Il governo non può rimanere inerme in questa situazione ma deve essere il garante di questo processo facendo rispettare gli impegni e rispondendo alle esigenze economiche e occupazionali di Gioia e della Calabria».
«In sostanza – conclude la Cgil – è necessario fare il tagliando a quell’Accordo di programma quadro e ognuno si deve assumere le proprie responsabilità. In mancanza di ciò si devono costruire le condizioni di una nuova larga e unitaria mobilitazione per chiedere prospettive e certezze per i lavoratori, i giovani e il territorio».





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