Via della Seta, «Gioia Tauro ha tutte le carte in regola»

Appello di imprenditori docenti universitari, intellettuali, politici, giornalisti calabresi al premier Conte e al presidente della Repubblica popolare Cinese Xi Jinping: «Comprendere il porto negli accordi». Anche Russo (Cisl) aveva richiesto un analogo provvedimento

GIOIA TAURO «È doveroso chiedere di riconsiderare e rivalutare la valenza strategica del porto di Gioia Tauro che è al centro del Mediterraneo e che è dotato di una capacità di carico che già oggi non ha eguali nel sistema della portualità italiana». È quanto si afferma in un appello, indirizzato al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping, firmato da Francesco Aiello, docente di Politica economica all’Università della Calabria e Componente del Comitato di Indirizzo della Zona Economica Speciale della Calabria su nomina del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e sottoscritto da imprenditori, docenti universitari, intellettuali, politici, giornalisti calabresi. L’occasione è offerta dalla firma, in queste ore, del memorandum tra Italia e Cina. «Gioia Tauro occupa da anni – è detto nel testo dell’appello – una posizione cruciale nel traffico containerizzato da e per l’Estremo Oriente e, in quanto tale, un suo potenziamento potrà essere fonte di ulteriori vantaggi sia per i due Paesi sia per tutti i nodi portuali collocati sulle rotte di navigazione dall’Estremo Oriente verso l’Europa. Se è vero che nel corso del primo degli incontri istituzionali avvenuto al Quirinale con il Presidente Mattarella, è stato ribadito che “La Via della Seta è un percorso a doppio senso e lungo di essa devono transitare non solo commercio, ma talenti, idee e conoscenze”, allora collocare Gioia Tauro nel progetto One Belt One Road rappresenterebbe anche la migliore strategia per contribuire ad accelerare la modernizzazione socio-economica dell’intero Mezzogiorno d’Italia».
«È, altresì, utile – riporta ancora il testo – dire che la rivisitazione di strutturate relazioni economiche con la Cina darebbe più slancio anche alla Zona economica speciale della Calabria, il cui baricentro è collocato nell’area portuale di Gioia Tauro».
Nei giorni scorsi anche il segretario generale della Cisl Calabria Tonino Russo aveva invocato un’analoga iniziativa da parte del Governo per «le caratteristiche dell’infrastruttura calabrese ne fanno una naturale porta aperta sul mondo». «Il governo nazionale – aveva detto – che ha più volte annunciato iniziative per il rilancio dell’economia calabrese, non può che favorire l’inserimento del porto Gioia negli accordi che si appresta a firmare con Xi Jinping dimostrando così di voler dare realmente seguito a questi propositi».







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