Il Primo maggio “rilancia” la manifestazione nazionale dei sindacati a Reggio

Landini (intervistato da Ruotolo): «Il Sud è una questione nazionale ed europea. Senza rilancio non c’è crescita». L’appello dei segretari regionali: «Intervento straordinario per il Mezzogiorno». L’appuntamento è per il 22 giugno

Maurizio Landini sceglie la chiosa del colloquio con Guido Ruotolo (pubblicato sul sito michelesantoro.it, qui il link) per lanciare una sfida che definisce di “umanesimo sociale” e che il segretario vuole far partire dal Sud: «Il 22 giugno Cgil, Cisl e Uil saranno a Reggio Calabria per una grande manifestazione: non sarà una manifestazione del Sud, ma di tutta l’Italia per dire che il sud è una questione nazionale ed europea, che senza il rilancio del sud non c’è una nuova crescita».
Anche dalla manifestazione organizzata dai sindacati a Napoli, in piazza del Gesù, risuona l’appello per il lavoro e la centralità della questione meridionale: «C’è poco lavoro a Napoli e nel Mezzogiorno. La cosa che preoccupa maggiormente è l’assenza di investimenti per creare lavoro di qualità». Così il segretario generale della Cgil di Napoli, Walter Schiavella, a margine della manifestazione. «Da Napoli – ha detto Schiavella – vogliamo lanciare un forte grido di allarme e una forte mobilitazione che ci porterà il 22 giugno alla manifestazione nazionale sul Mezzogiorno che terremo a Reggio Calabria. Napoli e il Mezzogiorno debbono tornare al centro delle politiche di sviluppo del Paese».
Nei giorni scorsi l’appello alla mobilitazione è partito dai vertici dei sindacati calabresi. In una dichiarazione all’Agi, il segretario regionale della Cisl Tonino Russo ha sottolineato l’esigenza «che il governo consideri la Calabria non una regione di serie B ma preveda risorse aggiuntive rispetto a somme già stanziate dall’Europa. Finora non ha fatto nulla di tutto ciò: non ha previsto neppure un euro nelle misure della Finanziaria varata dall’esecutivo né c’è una riga dedicata sul Def». A parere di Russo «la manifestazione unitaria del 22 giugno a Reggio nata per chiedere al governo di interessarsi della Calabria acquisisce, dopo la “passerella” del Consiglio dei ministri, un valore in più. Deve finire la stagione degli annunci ad effetto che nulla restituiscono ai territori e aprirsi un capitolo nuovo costituito da un pacchetto di iniziative che rientrino in una strategia unica ed univoca tesa a riscattare questo territorio. Chiediamo unitariamente risposte serie all’esecutivo. Chiediamo di confrontarci nel merito delle azioni da intraprendere da subito per invertire la marcia. Da parte nostra abbiamo già dato diversi segnali che questa regione, questi territori sono in profonda sofferenza per l’abbandono di politiche attive del lavoro, delle crescita e dello sviluppo».
Per Santo Biondo, segretario regionale della Uil, «è necessario che il governo metta in campo un intervento straordinario per il Mezzogiorno e la Calabria. Occorre ripensare il contratto di governo anche perché il reddito di cittadinanza, pur rispondendo a una buona intenzione, quella del contrasto alla povertà, non sta riscuotendo la risposta attesa, e prevedere un piano straordinario per il Mezzogiorno. Come sindacati confederali abbiamo pensato alla Calabria, a Reggio Calabria in particolare, per svolgere il 22 giugno una manifestazione nazionale unitaria proprio per rilanciare al governo la sollecitazione all’impegno di mettere in campo un intervento di grande portata per il Mezzogiorno e la Calabria, perché l’Italia riparte se si rilancia anche questa parte del Paese. E in questa fase, piuttosto che parlare di parlare di autonomia differenziata e quant’altro, è fondamentale rafforzare un’idea di Italia che punti al rilancio del Mezzogiorno».





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