Gli imprenditori chiedono l’autonomia del Corap di Crotone

Il Consorzio pitagorico è l’unico con il bilancio in attivo perché ha un’entrata storica dalla Syndial per l’uso del depuratore

di Gaetano Megna
CROTONE
La Camera di commercio e gli imprenditori di Crotone chiedono l’autonomia del Corap pitagorico. La richiesta sarà ufficializzata giovedì in una riunione alla quale è stata invitata anche la Regione Calabria. La richiesta è motivata dal fatto che la sezione crotonese del Corap è l’unica, in Calabria, che chiude il bilancio in attivo. Era già in pareggio quando con la legge regionale 24/2013 è stata decretata la fine dei Consorzi industriali che operavano nelle cinque province e al loro posto è nato il Corap con gestione regionale. Il bilancio di Crotone è attivo perché incassa circa 200mila euro al mese dalla Syndial. La società del gruppo Eni utilizza, per le proprie attività, il depuratore del Corap e paga regolarmente le bollette. A questa entrata storica si è aggiunta quella del Comune di Crotone, che utilizza in parte il depuratore del Corap per i propri reflui. Le entrate sarebbero più che sufficienti per pagare lo stipendio dei 20 dipendenti crotonesi e garantire il resto dell’organizzazione. Il Consorzio di sviluppo industriale, quindi, poteva andare avanti senza produrre debiti, ma i debiti sono arrivati dalle altre province con la nascita del Corap a gestione unica e di conseguenza anche a Crotone i dipendenti non ricevono lo stipendio da circa quattro mesi. La preoccupazione tra i lavoratori è tangibile ed è cresciuta a dismisura un mese fa dopo l’incontro con il nuovo direttore nominato dalla Regione Calabria, Filippo Valotta. I rappresentanti del sindacato dicono che Valotta ha annunciato il default, perché i debiti contratti viaggiano sui 90 milioni di euro, 59 dei quali sarebbero stati addirittura certificati nel bilancio. Il Corap regionale ha una forza lavoro di 107 unità e solo i 20 di Crotone riescono a smuovere il bilancio con entrate certe. La Camera di Commercio e gli imprenditori non sono più disponibili ad aspettare gli eventi e l’ormai certa dichiarazione di fallimento e per questo hanno deciso di mettersi in moto per chiedere l’autonomia gestionale. (redazione@corrierecal.it)







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