La Cgil: «Dal 2007 persi 24mila posti nell’edilizia»

L’allarme della Fillea prima della manifestazione di venerdì prossimo. «Rimettere in moto il settore per occupazione e infrastrutture»

CATANZARO Una vera politica industriale in favore del settore delle costruzioni; adeguare e rilanciare la rete infrastrutturale, con particolare attenzione all’avvio immediato dei lavori del III megalotto della strada statale 106 Sibari -Roseto Capo Spulico, avvio dei lavori dell’ospedale della Sibaritide di Palmi e di Vibo Valentia e delle metropolitane di Cosenza e di Catanzaro. Sono alcune delle rivendicazioni della Fillea-Cgil Calabria che, in occasione della grande mobilitazione che si terrà il prossimo venerdì 15 novembre, sarà, insieme ai lavoratori del settore delle costruzioni, a Catanzaro, in piazza Garibaldi. L’obiettivo, spiega un documento, è manifestare «l’urgenza, non più procrastinabile, di una seria e necessaria presa di coscienza, da parte del Governo e delle forze politiche, di interventi tesi al rilancio del settore delle costruzioni, attraverso una vera e costruttiva stagione di confronto con le forze sociali e produttive, per sciogliere quei nodi che frenano il futuro dell’Italia e della Calabria sempre più martoriata dall’assenza di lavoro, nella consapevolezza che e’ da qui che deve partire il rilancio del paese».
«Dal 2008, anno dal quale – spiega la Fillea – possiamo far partire il periodo nero del settore dell’edilizia, in Calabria, la chiusura di 2.700 imprese ha comportato la perdita di 24.000 posti di lavoro determinando un terremoto di proporzioni mai viste sia da un punto di vista economico che da un punto di vista sociale. Per tutte queste ragioni – si legge – riteniamo, come Fillea Cgil Calabria, che rimettere in moto il settore attraverso l’avvio dei cantieri significhi non solo generare occupazione, ma dotare la Calabria, così come l’intero paese, di infrastrutture moderne e sicure elevando gli standard sociali ed economici».
La Fillea chiede anche una riforma fiscale che riduca le tasse a lavoratori e pensionati; un forte contrasto all’elusione contrattuale e al lavoro nero sempre più in aumento nella regione; una maggiore tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, a partire dall’introduzione della patente a punti e dell’inasprimento e certezza delle pene; la corretta applicazione dei contratti nazionali e territoriali edili nei cantieri contro ogni forma di dumping; il recupero del deficit di tutele, di trasparenza e di lotta alla criminalità introdotto con il decreto “sblocca cantieri”.







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