Calabria, “ascensore” economico al palo

Dai dati Eurostat emerge che la regione è tra quelle in cui è maggiore la differenza tra ricchi e poveri. Nonostante le politiche di lotta alla povertà avviate e le risorse aggiuntive del reddito di inclusione

di Roberto De Santo
CATANZARO C’è un ascensore economico e conseguentemente sociale che si è bloccato. Soprattutto al Sud e tra le regioni messe peggio c’è la Calabria. Si tratta dell’incapacità di quanti sono più poveri a colmare la distanza con i conterranei più fortunati. Anzi a guardare i dati dell’ultimo report dell’Eurostat, emerge che questa disparità di condizione economica e dunque di qualità di vita nel tempo è peggiorata. Una sorta di forbice che si divarica in maniera sempre più consistente tra fasce economiche e che relega ai margini della società quella fetta della popolazione che fa fatica ad arrivare alla terza settimana.
Il quadro interessa l’intero Paese, visto che nel report dell’istituto di statistica europeo – che ha esaminato lo stato economico delle famiglie nel decennio 2008-2018 – viene preso a campione la popolazione che risiede in Italia e confrontato con quanto avviene nel resto dell’Europa. Un confronto da cui il nostro Paese esce decisamente male: ultimo in Europa per differenza tra le due fasce economiche. In particolare è emerso che il 20% della popolazione con i redditi più alti può contare su entrate più di sei volte superiori a quelle di coloro che sono nel 20% più in difficoltà.
Un dato che è appunto peggiorato visto che dieci anni prima quella differenza era pari a 5,21 volte. Ma scorrendo i dati del rapporto emerge anche che all’interno del Paese esiste inoltre una differenza territoriale. Così se in una parte dell’Italia (il Centronord) il gap tra i più ricchi e i più poveri è meno marcato, nel Mezzogiorno la divergenza tra le due fasce di reddito è viceversa più elevata. E la Calabria rientra tra le regioni in cui questa disparità è maggiormente evidente, anche se i dati tra regioni presi in esame dell’Eurostat si fermano al 2017. Se ad esempio ci sono regioni come il Friuli Venezia Giulia in cui l’Eurostat ha fotografato una differenza pari a 4,1 volte quel divario sale in Calabria a 7,1 volte. Come dire che chi nasce in Calabria ed è povero ha la doppia sventura di vivere nella condizione più disagevole che in altre parti dell’Italia e – visto che il nostro Paese è maglia nera in Europa – si troverà a subire questa condizione in misura maggiore rispetto al resto di tutte le aree del Vecchio continente.
Nonostante che per alleviare questa situazione siano state programmate negli ultimi anni ingenti risorse provenienti soprattutto dai Fondi europei.
E nonostante nel 2018 in Italia, il governo aveva rafforzato la dotazione del Reddito d’inclusione con circa 300 milioni di euro. Evidentemente, stando ai dati forniti dall’Eurostat queste misure non sono bastate a colmare quelle differenze di condizioni tra le fasce di popolazione. Anzi. Residua da valutare l’impatto che ha avuto l’introduzione del reddito di cittadinanza, visto che l’analisi dell’Istituto di statistica europeo si ferma al 2018. Un anno prima della nascita del nuovo strumento di lotta alla povertà. (r.desanto@corrierecal.it)







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