Libri per lo sviluppo: in Confindustria Cosenza si parla de “L’Impresa riformista”

Il presidente Fortunato Amarelli: «Le relazioni tra impresa e società sono determinanti per lo sviluppo del territorio. Strumento di crescita economica, l’impresa è anche agente di trasformazione sociale perché combatte le disuguaglianze, promuove i processi di innovazione che dall’economia si allargano alla società, determinandone le trasformazioni»

COSENZA «Le relazioni tra impresa e società sono determinanti per lo sviluppo del territorio. Strumento di crescita economica, l’impresa è anche agente di trasformazione sociale perché combatte le disuguaglianze, promuove i processi di innovazione che dall’economia si allargano alla società, determinandone le trasformazioni». Lo sottolinea il presidente di Confindustria Cosenza Fortunato Amarelli nel presentare l’iniziativa “L’impresa riformista. Lavoro, innovazione, benessere, inclusione” che si svolgerà il prossimo lunedì 10 febbraio alle ore 17, nella sede degli industriali cosentini. Il tema prende spunto dal volume scritto dal direttore della Fondazione Pirelli e presidente Museimpresa Antonio Calabrò e si inserisce nell’ambito della rassegna “Libri per lo sviluppo” dell’Associazione degli Industriali, che da diversi anni propone approfondimenti e dibattiti sugli scenari economici e sull’impresa. Insieme al professore Antonio Calabrò, interverranno l’ordinario di Letteratura Italiana all’Unical ed accademico di prestigio internazionale Nuccio Ordine, i presidenti di Confindustria Cosenza Fortunato Amarelli e di Unindustria Calabria Natale Mazzuca. Coordinerà i lavori il direttore di Unindustria Calabria e Confindustria Cosenza Rosario Branda. Le spinte demagogiche e populiste rischiano di innescare un pericoloso clima anti-imprese, in contrasto con i reali interessi di fondo del Paese. In una stagione di crisi delle democrazie liberali, è assolutamente riduttivo pensare all’impresa come a una macchina meramente finalizzata a generare profitto. Per questa ragione diventa rilevante parlare di «impresa riformista», ovvero di impresa come soggetto «politico» attivo, che guarda alle policy, ai progetti, alle strategie economiche, sociali, culturali. L’impresa, dunque, come soggetto da ascoltare e coinvolgere, nei suoi processi di costruzione di lavoro e sviluppo. «In tempi incerti e controversi – conclude il presidente Amarelli – l’impresa può essere protagonista di una nuova stagione di cambiamenti, di quella economia giusta a cui si appella Papa Francesco, in cui fare giusta sintesi tra interessi diversi ma convergenti».







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