Federalberghi presenta “Grand Tour”, un progetto che ripensa il turismo calabrese

Presentato al “Bit” di Milano l’ambizioso progetto dell’unione regionale. Come spiega il presidente D’Agostino: «Nato dall’esigenza di di promuovere iniziative in grado di favorire la destagionalizzazione del turismo calabrese»

MILANO Cinquantasei tra operatori calabresi e tour operator si sono dati appuntamento a Milano in occasione dell’edizione 2020 di BIT- Borsa Internazionale del Turismo, storica manifestazione del settore che raduna ogni anno professionisti, stakeholder e viaggiatori da tutto il mondo.
Tra questi anche i vertici regionali di Federalberghi che hanno relazionato sul progetto “Grand Tour– fosterinG cultuRAl awareNess in moDern TOURism” elaboratori in collaborazione una serie di partner nazionali ed europei tra cui tra Istituti scolastici ed Enti locali.
I lavori sono stati aperti da Rodolfo Bova, del dipartimento turismo della regione Calabria. Insieme a lui il vicepresendente regionale di Federlaberghi, Giovanni Notarianni, l’assessore di Cosenza, Rosaria Succurro e il presidente di Federlberghi Calabria, Fabrizio D’Agostino che ha raccontato l’ambizioso progetto.
«In base ad uno studio condotto da Unioncamere, si evidenzia come il sistema dell’industria culturale e creativa contribuisce, a livello nazionale, alla formazione del valore aggiunto nelle province italiane con cifre significative in termini di PIL (nel 40% dei casi il PIL generato dal settore turistico in Italia è collegato alla cultura e al turismo culturale). Pertanto, l’industria turistica – culturale potrebbe diventare la driving force principale dello sviluppo economico regionale ed europeo». Ha spiegato D’Agostino per contestualizzare il percorso attivo in Calabria, regione che «risulta una di quelle con il più basso indice di imprese culturali, pur disponendo di un enorme patrimonio culturale e paesaggistico».
IL PROGETTO “GRAND TOUR” Da qu l’esigenza di promuovere iniziative in grado di favorire la destagionalizzazione del turismo calabrese e la crescita di altri aspetti legati alla definizione e allo sviluppo di attività a sfondo culturale. «Dal punto di vista storico culturale – continua D’Agostino – si ricorda che il “Grand Tour” era un lungo viaggio in Europa effettuato dai ricchi giovani dell’aristocrazia europea a partire dal XVII secolo e destinato a perfezionare la loro formazione attraverso il salutare esercizio del confronto. Allo stesso modo, la presente proposta progettuale intende fornire a 100 neodiplomati calabresi degli anni scolastici 2019-2020 e 2020-2021 con specializzazione in indirizzi di studio quali turismo, ospitalità, lingue e marketing, l’opportunità di formarsi, personalmente e professionalmente, in un contesto internazionale attraverso un’esperienza di tirocinio di 4 mesi presso aziende localizzate nei seguenti paesi: Regno Unito, Spagna, Francia, Malta e Belgio».
OBIETTIVI Il progetto si pone dunque una serie di obiettivi che vanno dalla facilitazione «dell’inserimento lavorativo dei neodiplomati all’interno dell’industria turistica creativa e culturale, sia estera che regionale» allo «sviluppo di profili lavorativi completi di soft skills, abilità linguistiche e digitali». Oltre a questi anche quelli di: ridurre il tasso di disoccupazione giovanile della Regione che, nel 2019, si attesta al 53%; favorire una specializzazione intelligente ed innovativa dell’industria turistica – culturale della Calabria; internazionalizzare il territorio di riferimento attraverso la creazione di cooperazioni a livello internazionale; contribuire all’implementazione della “S3” della Regione Calabria che vede nel turismo e nella cultura i settori economici principali sui quali investire per la crescita regionale; integrare le strategie della società educante e del tessuto imprenditoriale in maniera più pertinente; creare un Living Lab sperimentale per la promozione di iniziative future che coinvolgano diversi organismi, a livello nazionale ed internazionale, interessati a cooperare in nome del turismo culturale europeo; sensibilizzare i policy makers in merito al riconoscimento e alla convalida dell’apprendimento non formale e informale (definizione del processo ECVET in Calabria).
L’idea è quella di una regione sempre più proiettata verso l’estero per favorire quell’evoluzione necessaria a trattenere a sé le risorse giovani.
E infatti – conclude D’Agostino – «questo è il risultato della volontà di creare opportunità arricchenti per i giovani provenienti dalla Regione Calabria aprendoci alla condivisione del senso di appartenenza ad una stessa comunità europea».







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