Coronavirus, albergatori al Governo: «Senza sostegno chiudiamo in pochi mesi»

Appello del presidente di “Buone Vacanze”, Franco Falcone: «Prenotazioni ridotte di oltre il 70%»

ROMA «La diffusione del coronavirus in Italia ha messo in ginocchio il comparto turistico. Migliaia di disdette delle prenotazioni stanno causando danni economici rilevanti». Lo afferma Franco Falcone, presidente di “Buone Vacanze”, una società che gestisce diverse strutture ricettive in Italia. «In particolare i gestori alberghieri – è detto nella nota – continuano a pagare l’affitto ai proprietari per le strutture, ma si trovano con prenotazioni ridotte di oltre il 70%». «Leggiamo in queste ore – sottolinea Falcone – che il Governo sta preparando un decreto che prevede agevolazioni per le imprese, tra cui quelle turistico-ricettive. Siamo molto preoccupati perché sentiamo parlare di agevolazioni per gli albergatori proprietari delle strutture ma non per i gestori. Circa metà delle strutture alberghiere in Italia è gestita da persone che pagano l’affitto». «In queste settimane – prosegue – noi l’affitto continuiamo a pagarlo, gli incassi si sono quasi azzerati. Se non riusciamo ad avere un aiuto dallo Stato, nel giro di due mesi molti di noi falliranno». Falcone avanza una richiesta specifica al Governo Italiano. «Chiediamo soluzioni concrete e immediate. Vediamo due possibilità: il riconoscimento del mancato guadagno attraverso un contributo diretto o attraverso un credito d’imposta; l’altra possibilità potrebbe essere l’eliminazione dell’acconto Imu di giugno per i proprietari, vincolato ad un taglio del pagamento dell’affitto per i gestori che hanno avuto perdite per oltre il 50%. Senza sostegno le nostre aziende sono a un passo dal fallimento».







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