Turismo, Calabria nella top five delle mete più gettonate

Il risultato in un’indagine realizzata da Demoskopika per conto del Comune di Siena sull’identikit del turista post Covid-19. Il presidente Rio: «La Calabria deve saper cogliere l’opportunità. Bene innesto di liquidità della Regione ma serve anche una programmazione più consapevole»

COSENZA Sarà principalmente il Sud a trainare la ripresa del settore turistico italiano. Lo rivela un’indagine realizzata da Demoskopika per conto del Comune di Siena sull’identikit del turista post-Covid e anticipata dall’Ansa.
Sul podio delle mete turistiche più ricercate dagli italiani per i prossimi mesi si posizionano, infatti, due destinazioni del Mezzogiorno a forte trazione balneare, Sicilia e Puglia che hanno totalizzato rispettivamente il 12,7% e l’11,0%. Tra loro si colloca la Toscana che si guadagna la “medaglia d’argento” avendo raccolto l’11,9% delle preferenze dei turisti italiani. Buone notizie anche per la Calabria che si colloca al quinto posto (8,1%) dopo il Trentino-Alto Adige (8,6%). Un risultato che il presdiente di Demoskopika Raffaele Rio commenta così al Corriere della Calabria: «Saranno premiate quelle destinazioni turistiche che meglio sapranno interpretare i desiderata del mercato autoctono. La Calabria deve saper cogliere l’opportunità. Bene innesto di liquidità della Regione ma serve anche una programmazione più consapevole».
Questa la classifica dal sesto posto in poi: Emilia-Romagna (6,3%) e Sardegna (6,2%). Seguono , in un’area di appeal intermedio, Liguria (4,3%), Campania (4,0%), Veneto (3,9%), Abruzzo (3,6%), Lombardia (3,4%), Marche (3,3%) e Piemonte (3,3%). A chiudere la classifica delle preferenze degli italiani le rimanenti destinazioni turistiche: Lazio e Valle d’Aosta (2,3%), Umbria (1,9%), Basilicata (1,5%), Friuli Venezia Giulia (1,1%) e Molise (0,4%).

Raffaele Rio

Vacanze per un italiano su due. Solo il 5% ha prenotato. Poco più della metà degli italiani (51%) ha deciso di andare in vacanza nei prossimi mesi anche se solo il 5,5% ha già prenotato. Sul versante opposto, sono 25 milioni gli italiani che hanno scelto di non partire (49%), dei quali quasi 8 milioni per impossibilità economiche (15,3%) principalmente tra le categorie dei lavoratori autonomi (21,4%) in misura doppia rispetto ai lavoratori dipendenti (12,7%). La Sicilia, insieme a Toscana e Puglia, si colloca sul podio delle destinazioni più gettonate da chi ha dichiarato di trascorrere una vacanza in Italia (92,3%). Appena il 7,8%, al contrario, ha in programma un viaggio fuori dai confini nazionali.
Il lockdown psicologico da post epidemia sanitaria ha inciso sui consumi turistici degli italiani. Ben 4 su 10 optano per soluzioni ricettive ritenute “più sicure”: appartamento preso in affitto (18,9%), casa di proprietà della famiglia (17,4%) oppure ospite di parenti o amici (5,2%). È quanto emerge da un’indagine realizzata da Demoskopika per conto del Comune di Siena in esclusiva per Ansa che ha coinvolto un campione di 1.539 cittadini intervistati tra il 18 e il 25 maggio scorsi. «Il turista post Covid-19 – dichiara ancora Rio – ha voglia di villeggiare quasi esclusivamente in Italia e in totale sicurezza. L’epidemia sanitaria non poteva non ripercuotersi inevitabilmente anche sui consumi turistici. In questo quadro, saranno premiate quelle destinazioni turistiche che meglio sapranno interpretare i desiderata del mercato autoctono».
«Rilevare l’opinione degli italiani – commenta l’assessore al turismo del Comune di Siena, Alberto Tirelli – rappresenta uno strumento fondamentale per assumere un piano di azioni maggiormente consapevole in direzione di un rilancio concreto e più incisivo del comparto turistico».

Identikit del turista post Covid-19: lavoratore dipendente, reddito familiare elevato e tanta voglia di famiglia. Qual è l’identikit del turista italiano post Covid-19 emerso dal sondaggio? Lavoratore dipendente, di età compresa tra i 36 e i 64 anni, con un reddito annuale superiore a 40 mila euro, preferibilmente laureato. Opta per una vacanza in Italia di 1 o 2 settimane, meglio se al mare nel mese di agosto, in coppia o in famiglia, pernottando in una casa di proprietà o presa in affitto ma non disdegnando, in alternativa, l’albergo o il villaggio turistico. Per vivere una vacanza sicura non ha dubbi: osservare le norme di distanziamento sociale e regolare l’afflusso di persone.

Il kit della vacanza sicura: distanziamento sociale, mascherine e niente assembramenti. Quali sono le azioni prioritarie affinché un turista possa sentirsi rassicurato e al sicuro in vacanza? Gli italiani sembrano non avere alcun dubbio. Due le principali modalità di risposta individuate: il 48,7% ritiene sia fondamentale “vigilare sull’osservazione delle norme di distanziamento sociale e sull’uso delle mascherine” mentre il 43,3% ritiene indispensabile “regolare l’afflusso di turisti per evitare assembramenti”. Rilevante anche la percentuale di casi, 33,3%, che si sentirebbe rassicurato se si garantisse “l’osservanza del distanziamento sociale durante la fruizione dell’offerta culturale” o si organizzasse adeguatamente “il distanziamento sociale e una corretta sanificazione degli ambienti (28,3%). E, ancora, per il 15,8% del campione interpellato risulta proficuo “fornire adeguate informazioni sulle misure di protezione sanitaria” oltre ad “assicurare ai visitatori strutture sanitarie efficienti in grado di prestare soccorso in caso di bisogno” (9,4%) e a “intensificare le misure di distanziamento sociale e di sicurezza sanitaria sui mezzi di trasporto pubblico” (5,0%).

Demografia dei vacanzieri: 1 italiano su 2 andrà in vacanza. Destinazione? Italia. Quasi 26 milioni di italiani hanno scelto di andare in vacanza nei prossimi mesi: il 23,6% sta pensando di programmare una vacanza per i prossimi mesi, il 21,9% ha deciso di partire anche se manifesta ancora qualche indecisione mentre solo il 5,5% ha già prenotato la villeggiatura. Prevale la vacanza “nazionalista”: il 92,3% degli italiani pronti a “fare le valigie” la trascorreranno nel Belpaese. Sul versante opposto, appena il 7,8% ha in programma una meta europea (6,5%) o internazionale (1,3%). Periodo e tipologia della vacanza, inoltre, all’insegna della tradizione. Oltre 7 italiani su 10, infatti, concentreranno la loro villeggiatura nel mese di luglio (30,5%) e, soprattutto, in agosto (41,5%); significativo anche chi ha indicato i giorni di settembre con il 20,9%. Ben 6 italiani su 10 si affideranno alla tradizione optando di trascorrere la vacanza al mare (59,2%), preceduta dalla scelta della montagna (17,4%), delle città d’arte e dei borghi (13,2%). A seguire le rimanenti modalità di risposta: campagna e agriturismo (4,7%), terme e benessere (2,0%), lago (1,9%) e altro (1,6%). Le vacanze saranno, inoltre, preferibilmente “familiari”. Ben l’84,5% del campione interpellato, infatti, non ha dubbi: andrà in vacanza con il partner (45,8%) o con altri componenti del nucleo familiare (39,1%). E, ancora, a villeggiare in gruppo con amici, ha risposto il 10,6% dei “vacanzieri” mentre i “solitari” rappresenterebbero appena il 4,5 del campione.
Ma quanto durerà la vacanza? Circa 7 o 8 giorni secondo la maggior parte dei casi rilevati (37,3%) immediatamente seguita da un periodo di due settimane (26,7%). Meno rilevanti le rimanenti risposte sulla pianificazione temporale della villeggiatura: più di due settimane (19,2%), meno di una settimana (12,3%) e, infine, fare spostamenti solo nel fine settimana (4,5%).

Pernottamento: prevale il “fai da te”. Oltre il 40% degli italiani non utilizzerà il sistema ricettivo alberghiero o extra-alberghiero. Per l’anno in corso, in particolare, le scelte ricadranno principalmente su case prese in affitto (18,9%) o di proprietà della famiglia (17,4%) non rifiutando, per chi ne ha l’opportunità, di essere ospitato da parenti o amici (5,2%). Resta, ad ogni modo, più che rilevante la fetta dei vacanzieri che non rinuncia all’albergo (27,6%), al villaggio turistico (7,6%) per il comparto alberghiero o, in alternativa, al sistema extra-alberghiero con in testa i bed & breakfast (12,8%) seguiti dall’agriturismo (4,8%) e dalla scelta del campeggio (4,2%).

L’altra faccia del turismo: 8 milioni gli italiani che “gettano la spugna” per impossibilità economiche. Il 49% degli italiani ha rinunciato alle vacanze per i prossimi mesi. I motivi? In primo luogo – emerge dall’indagine realizzata da Demoskopika per il Comune di Siena – perché “pur volendo”, i cittadini hanno ancora timore a viaggiare (24,9%). E, ancora, l’8,7% del campione intervistato ha “già rinunciato, al di là del Coronavirus”. Colpisce, inoltre, il 15,3% del campione intervistato che non ha programmato la villeggiatura con la famiglia dichiarando di “non avere le possibilità economiche”. Si tratta, in altri termini, di quasi 8 milioni di italiani rinunciatari per “cause di forza maggiore” principalmente tra le categorie dei lavoratori autonomi (21,4%) in misura doppia rispetto ai lavoratori dipendenti (12,7%). Tra le categorie più “sofferenti” figurano gli artigiani, i commercianti, i disoccupati e gli operai, chi ha dichiarato un titolo di studio basso e, infine – come era prevedibile – chi possiede un reddito basso (19%), rispetto a chi ha palesato una condizione economica decisamente migliore (5,3%).





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