Inps, Tridico: «Cassa integrazione pagata a tutti fino a maggio»

Il presidente dell’Istituto prova a fare chiarezza: «Mancano solo 25mila persone, tuttora sotto la lente d’ingrandimento»

ROMA «Fino a maggio la cig è stata tutta pagata. Mancano solo 25 mila persone, le cui posizioni sono sotto la lente dell’Inps». A fare chiarezza dopo le polemiche piovute sull’Istituto di previdenza per i ritardi nei pagamenti della cassa integrazione è il presidente dello stesso istituto Pasquale Tridico, che anzi difende l’operato dell’Inps: «In questi mesi ha messo in campo uno sforzo straordinario, enorme si è dimostrato essere il cuore centrale del Welfare, dello Stato sociale degli italiani», assicura Tridico ringraziando tutti i dipendenti.

«Le persone che non hanno ricevuto la cig, almeno una prestazione, sono 25 mila al 31 maggio – spiega Tridico ospite di Lucia Annunziata a ‘In mezz’ora in più’ – sono posizioni che noi stiamo valutando» ha chiarito, precisando che invece il «dato dei 134 mila comunicato ieri dall’Inps riguarda persone che prevalentemente hanno mandato le domande di cig a giugno. Fino a maggio è tutto pagato tranne quelle 25 mila posizioni che stiamo verificando», chiarisce Tridico, ipotizzando che probabilmente in alcuni casi c’è un’attesa di una cig maggiore rispetto a quella quella che dovrebbe essere, quindi si verificano episodi di cig inferiore a ciò che è l’attesa ma questa non è colpa dell’Inps».

L’Istituto, infatti, assicura il presidente, in questi mesi di emergenza Covid ha dato il massimo, pagando, tra bonus, congedi, assegni e reddito di emergenza, «11 milioni di persone per 15 miliardi di euro». Ma Tridico ci tiene anche a smarcarsi dalle critiche arrivate dagli industriali. «La cig è stata pagata in gran parte (5,3 mln di prestazioni) dall’Inps: per 4,7 milioni è stata anticipata dalle aziende, ma solo “anticipata”, non pagata, perché a pagare è sempre l’Inps, mentre che le aziende anticipino la cig è una regola». Il presidente dell’Inps difende quindi il reddito di cittadinanza
(“abbiamo raggiunto il 60% della platea che si stimava, oggi raggiungiamo 2,8 milioni di poveri”) e le scelte del Governo che hanno consentito di reggere “all’infarto della crisi” del Covid (“E’ giusto che nella prima fase della crisi si sia sostenuto il reddito, la seconda deve sostenere il rilancio attraverso gli investimenti”). Positivo anche il coordinamento europeo nella risposta all’emergenza: l’anno scorso col reddito di cittadinanza e quota 100. «Sembrava che i mercati fossero impazziti” perché le misure non erano coordinate in ambito Ue, oggi lo spread è rimasto tale e quale: il coordinamento in ambito europeo – sottolinea – ha funzionato».





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