Corap, ultimatum dei sindacati alla Regione: «Urgente la convocazione per il futuro dei lavoratori»

Appello delle segreterie regionali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Ugl e Findici a Santelli e Orsomarso: «Mantenere le promesse formulate nell’incontro del 25 maggio»

CATANZARO «Le segreterie regionali delle Federazioni del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil, unitamente ai rispettivi direttivi aziendali e a tutti i lavoratori del Corap stanno seguendo da tempo con particolare preoccupazione l’iter di attuazione della Legge regionale n. 47/2019, che prevede, entro 90 giorni dalla pubblicazione della stessa legge, l’approvazione del Piano industriale al fine dell’istituzione dell’Agenzia regionale sviluppo aree industriali». È quanto riporta una nota congiunta delle segreterie regionali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Ugl e Findici. «Nel breve e finora unico incontro tenutosi il 25 maggio scorso, presso la Cittadella regionale – prosegue la nota – l’assessore al ramo, Fausto Orsomarso, su specifica domanda dei sindacati, aveva fornito rassicurazioni sulla volontà della nuova Giunta di dare seguito alle disposizioni contenute nella Legge regionale n. 47/2019 a partire dalla nascita della nuova Agenzia, indicando anche modalità e tempistica per l’istituzione dell’Ente pubblico economico che, a differenza del Corap, gravato da una mole debitoria insostenibile, dovrebbe gestire le attività produttive della regione Calabria, con particolare riferimento alle Aree industriali ex Asi secondo criteri di sostenibilità economica ed efficienza funzionale».
«Considerato che la stessa legge regionale – è detto ancora nella nota – stabilisce un arco temporale definito per l’esercizio provvisorio delle attività del Corap, con scadenza a dicembre 2020, finalizzato ad assicurare le funzioni pubbliche esercitate dall’Ente in liquidazione coatta amministrativa nella fase di istituzione dell’Agenzia, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Calabria, trascorso oramai più di un mese dall’incontro senza registrare alcuna attività utile da parte della Regione Calabria, hanno chiesto alla governatrice, Jole Santelli e all’assessore al ramo, Fausto Orsomarso, un nuovo incontro per avere notizie certe e per accelerare l’iter di istituzione dell’Agenzia, preoccupate per la salvaguardia dei livelli occupazionali dei dipendenti. Ma nessun riscontro è stato dato dagli ambienti della Cittadella regionale a questa nuova richiesta».
«Un silenzio che alimenta il clima di apprensione vissuto dai lavoratori del Corap – lamentano le sigle sinacali – che pur comprendendo le innumerevoli criticità che la nuova Giunta è chiamata ad affrontare non possono certamente permettersi di vedere subordinato un problema tanto più urgente, che investe il destino immediatamente prossimo di novanta famiglie calabresi. Allo stesso modo non si può permettere che in un territorio che soffre di un deficit infrastrutturale enorme e con un Settore manifatturiero prossimo alla desertificazione, come più volte messo in luce nei vari rapporti annuali dello Svimez, non ci si occupi con il giusto impegno e la necessaria solerzia di dotare la Calabria di un Ente che applichi direttamente la programmazione regionale in tema di attività produttive e manifatturiere, quando le altre Regioni del Mezzogiorno d’Italia ne sono già provviste e pertanto affrontano la crisi che segue al post Covid con un prezioso vantaggio».
«Nessun ulteriore indugio e ritardo, dunque – affermano -. La presidente Santelli e l’assessore Orsomarso convochino subito le parti sociali insieme al commissario liquidatore del Corap, Fernando Caldiero, per affrontare la problematica relativa alla salvaguardia dei livelli occupazionali e definire modalità e tempistiche certe per l’istituzione dell’Agenzia regionale sviluppo aree industriali, nel rispetto della procedura stabilita dalla Legge Regionale n. 47 del 19 novembre 2019.»
«Ulteriori esitazioni nell’attivare il confronto con le organizzazioni sindacali – conclude la nota – saranno interpretate come una volontà di non voler affrontare e risolvere il problema e porteranno, inevitabilmente alla proclamazione dello stato di agitazione permanente dei lavoratori e ad altre forme di lotta e azioni sindacali».





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