Porto, il Corriere della Calabria scrive e l`Autorità aggiorna il sito (in parte)

Oplà! Ci voleva un articolo del Corriere della Calabria per far decidere agli uffici dell`Autorità portuale di Gioia Tauro che era ora di mettere mano al sito Internet istituzionale e…

Oplà! Ci voleva un articolo del Corriere della Calabria per far decidere agli uffici dell`Autorità portuale di Gioia Tauro che era ora di mettere mano al sito Internet istituzionale e aggiornarlo (parzialmente) dopo il disinteresse durato almeno 3 anni. Nella prima giornata lavorativa utile, dopo l`arrivo in edicola del nostro settimanale e il ponte di Ferragosto, la scheda on line che dava conto dei 13 componenti della Commissione consultiva locale è stata immediatamente rimossa e, nell`area web rimasta vuota, è stato pubblicato un avviso (tardivo) che giustifica, ma solo fino ad un certo punto, il disservizio nella comunicazione. Ma cos`è che ha indotto, dopo tutto questo tempo, ad una simile accelerazione operativa con conseguente taglio? Cos`è che ha consigliato il personale dell`ente pubblico che governa il porto a procedere a simile eclatante autocensura? La tabella fatta sparire senza tanti clamori, come si ricorderà, conteneva i nomi dei delegati dell`organismo interno all`Autorità. Il nostro articolo aveva messo in evidenza come tra questi compariva ancora quello di Giuseppe Arena, un commissario arrestato nel 2008 che, non essendo mai uscito dal carcere anche dopo la condanna nel processo di mafia “Cent`anni di storia”, non  ha mai potuto partecipare alle riunioni dell`organismo. Si era consolidata, cioè, una comunicazione falsa che ha pregiudicato per 3 anni l`onorabilità pubblica della commissione – chi volete infatti che creda ad un`assemblea in cui avrebbe un ruolo attivo un componente costretto in carcere? – ma anche l`efficienza complessiva degli uffici di quello che un tempo era il porto leader nel Mediterraneo.
Dopo il servizio del Corriere della Calabria, comunque, l`Autorità portuale ha tentato di riparare all`errore. Solo che la pezza (tardiva) è peggio del buco. L`avviso apposto nel sito in sostituzione della scheda fasulla, infatti, informa con una dicitura stringata e burocratica che la commissione di cui faceva parte Arena non si riunisce dal lontano 28 luglio 2010, in ossequio ad una disposizione ministeriale che nel 2013 determinerà la fine definitiva di tali organismi. Si è saputo a margine di questa scoperta sulle defallance del sito, inoltre, che è in corso all`interno dell`ente un braccio di ferro con i sindacati che chiedono la riattivazione di questa assemblea, e il presidente dell`Autorità portuale Giovanni Grimaldi che con il consenso del Comitato portuale insiste perché si ritenga inutile riformare una commissione che per decreto verrà soppressa nel 2013 in tutt`Italia.
Tornando al deficit di comunicazione, è come se in una famiglia ci fosse stato un lutto e i familiari del defunto per oltre un anno non avessero fatto neanche un manifesto per annunciare la dipartita. Tanto più grave perché dal 28 luglio 2010 fino al 16 agosto 2011 è stata data per “viva” sul sito Internet dell`autorità portuale un`assise rappresentativa dei lavoratori e degli imprenditori che non funzionava da tempo. Doppia, ma poi anche tripla, comunicazione falsa perché Arena sin dal 22 luglio 2008 non poteva partecipare alle riunioni della Commissione, perché recluso in carcere, e quindi la tabella fasulla non è stata rimossa o depennata del suo nome né subito dopo l`arresto, né dopo il 28 luglio 2010, che è la data in cui secondo l`Autorità portuale avrebbe cessato di operare la commissione. Solo dopo l`articolo del Corriere della Calabria si è fatto ammenda di un falso prolungato, figlio di una disattenzione che non sembra circoscritta a questo caso, però. Dal sito, infatti, non sono state ancora rimosse le foto che nulla hanno a che vedere con il porto di Gioia Tauro. Operazione di pulizia che potrebbe richiedere più tempo, a meno che l`Autorità portuale non si sia messa in testa di fare pubblicità agli altri scali internazionali di cui mostra, sin dalla pagina iniziale del sito, le immagini sulle dotazioni tecniche. Il ché, in questo periodo di strana crisi del terminal calabrese, sarebbe un altro beffardo suicidio.







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