Riapri Calabria 2, Agritourist: «Gli agriturismi devono essere inseriti tra i beneficiari»

La presidente Costantino e il presidente di Confagricoltura Calabria, Alberto Statti, chiedono una specifica all’interno del bando per «superare il problema del codice Ateco» che di fatto escluderebbe le attività. «Si potrebbe desumere la tipologia di attività agrituristica dagli specifici dati, presenti negli elenchi regionali»

CATANZARO Agriturist Calabria in una lettera indirizzata al presidente ff Nino Spirlì e all’assessore regionale Fausto Orsomarso manifesta alcune perplessità in relazione
alla specifica dei codici Ateco relativi alle “attività prevalenti al settore agrituristico”, per l’accesso alla seconda edizione del bando “Riapri Calabria”.
Come si legge nel documento sottoscritto dalla presidente Mariangela Costantino congiuntamente al presidente di Confagricoltura Calabria, Alberto Statti, «il settore agrituristico in Calabria è sicuramente uno dei più colpiti dalle misure anti contagio Covid-19, inattive nei loro servizi durante il periodo di lockdown cha ha, e sta affliggendo la nostra regione». Inattività, sottolineano gli scriventi, «che comporta ingenti danni economici a carico dei ristoratori, compromettendone seriamente il proseguimento futuro delle attività».
«Le imprese turistiche presenti sul territorio hanno consentito alla Calabria di essere competitiva con le maggiori realtà italiane, consentendo di far conoscere i nostri luoghi e i nostri prodotti di eccellenza. Con la loro attività, le imprese turistiche presidiano territori a rischio abbandono e offrono servizi che assumono valenza sociale e di tutela agro-ambientale. L’aiuto previsto dal Bando Riapri Calabria 2 Edizione, rappresenta un sostegno alla liquidità, al fine di scongiurare la chiusura di tale imprese».
Per questo motivo, la lettera inviata a nome delle imprese nostre associate, si rivolge a «segnalare l’incongruenza presente nel bando al punto 2.1 Beneficiari e requisiti tecnico-economici: 1. Possono presentare domanda a valere sul presente Avviso le Microimprese, per come le stesse sono definite in Allegato 1 al Reg. 651/2014, nonché le microimprese artigiane iscritte nell’Albo previsto dall’art. 5 della legge 8 agosto 1985, n. 443 aventi contemporaneamente: – nel caso di imprese: a. un codice ATECO ricompreso nell’Allegato B al presente Avviso, riferito all’attività prevalente (attività indicata con Codice Ateco primario su InfoCamere) del richiedente, il quale abbia subito gli effetti economici negativi derivanti dal periodo del cd. lockdown, ancorché la relativa attività economica non sia stata sospesa ai sensi dei D.P.C.M. 11 Marzo 2020 e 22 Marzo 2020; Tra i codici Ateco riportati nel suddetto allegato sono compresi i codici dell’attività di agriturismo: -561012- Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole -552052-attività di alloggio connesse alle aziende agricole che manca completamente».

LA SPECIFICA «Come è noto – continuano – le attività di agriturismo sono per legge attività agricole connesse, quindi, non possono essere considerate attività prevalenti rispetto alle attività agricole principali, con la conseguenza che , ai fini della presente disposizione, esse potrebbero essere escluse dal beneficio per mancanza del requisito della prevalenza, come successo peraltro nel primo bando. Tale restrittiva interpretazione sarebbe in aperta contraddizione con la predetta finalità della disposizione che è quella di agevolare gli operatori dei settori economici interessati dalle misure restrittive introdotte ai D.P.C.M. del 8, 11 e 22 Marzo 2020 e ss., e da ultimo dal D.P.C.M del 3 novembre 2020, tra i quali rientrano certamente gli agriturismi. Si ritiene pertanto, che gli agriturismi siano inclusi tra i soggetti che hanno diritto di beneficiare del contributo previsto. Al fine di superare il problema del codice, si potrebbe desumere la tipologia di attività agrituristica dagli specifici dati, presenti negli elenchi regionali. Come Confagricoltura Calabria siamo sicuri e fiduciosi che, per i motivi sopra esposti,si attui un correttivo che ponga rimedio ad una “svista”sicuramente non voluta e che si potranno superare le difficoltà tecniche e burocratiche che hanno finora impedito la concessione del contributo.

«AGRITURISMI BEFFATI» «In una situazione così difficile – dice la presidente Costantino di Agriturist – gli agriturismi Calabresi si sentono beffati e schiaffeggiati. Sono stati esclusi dal precedente bando “Riapri Calabria” per la mancanza della condizione di prevalenza del codice Ateco, quando per regolamento regionale l’agriturismo non può essere prevalente. Inoltre, sono stati esclusi gli agriturismi che offrono ospitalità. Purtroppo, questo non è bastato! Nell’attuale bando “Riapri Calabria” abbiamo riscontrato lo stesso problema e chiediamo a gran voce che sia adottato una misura correttiva».





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