Stagione invernale. «Gli imprenditori chiedono chiarezza, non riaperture a tutti i costi»

Antonella Tarsitano, imprenditrice e presidente di Confcommercio Sila Grande spiega i disagi prodotti alle aziende del settore turistico da dibattito sulle riaperture. «Il tempo è fondamentale per programmare. Quest’anno avremmo puntato su Lorica. Chiuderemo col 70% in meno di fatturato»

COSENZA Il tavolo governativo è infiammato in questi giorni dal dibattito sulle possibili aperture in vista della stagione invernale. La curva dei contagi rimane alta e l’eventuale allentamento delle misure è ponderato anche per venire incontro al comparto turistico come già avvenuto durante la stagione estiva. Una riflessione che, col suo prolungarsi, rischia di trasformarsi nei fatti in un’arma a doppio taglio. Tempo e programmazione sono componenti essenziali per le imprese che vivono di turismo.
Antonella Tarsitano, imprenditrice e presidente Confcommercio Sila Grande, ai microfoni de L’Altro Corriere Tv ha spiegato quali sono gli eventuali rischi legati alla concessione di un nulla osta ad un’apertura delle aziende concesso troppo a ridosso della stagione.

PROGRAMMAZIONE NECESSARIA «Noi – spiega Antonella Tarsitano – siamo anche imprenditori, ma è scontato dire che il primo obiettivo è quello di garantire la salute». Gli imprenditori non chiedono quindi un’apertura a tutti i costi, ma che ci sia chiarezza su da farsi: «Vorremo solo qualche certezza in più. Questo stallo danneggia ulteriormente le aziende che lavorano nel turismo e che potrebbero trovarsi a fronteggiare ulteriori in caso di nuove chiusure dopo la stagione invernale».
La stagione invernale, soprattutto per le aziende delle zone interne, è linfa vitale: «In quel periodo produciamo lo stesso fatturato – in alcuni casi anche maggiore – rispetto alla stagione estiva. Il governo dovrà prendere per noi decisioni di vitale importanza».
Anche nel caso in cui venisse decisa una riapertura, bisognerebbe ponderare una serie di fattori. «L’apertura estiva è stata decisa all’ultimo momento, ma ne è valsa la pena perché è stato fatto un investimento per un periodo lungo, di oltre tre mesi. Inoltre, va tenuto conto che già al tempo noi imprenditori abbiamo dovuto fare tutto in autonomia (sanificazioni, formazione del personale, ecc…). Adesso è diverso perché si rischia di richiedere un’apertura per un periodo brevissimo e dovremo quindi valutare se ne varrà la pena. Mettere in moto un’azienda per lavorare una settimana e senza certezza di continuità – non è remunerativo. Bisogna intervenire, anche attraverso le associazioni di categoria, affinché gli imprenditori abbiano chiare le azioni che verranno messe in atto». La presidente di Confcommercio Sila Grande chiede dunque che quanto pensato dal governo possa essere spiegato in modo tale da non avere ricadute negative sugli imprenditori.

GLI IMPIANTI SCIISTICI Se la stagione non partirà, per aziende di quella parte di Sila sarà un doppio contraccolpo. Quest’anno, infatti, poteva essere quello del grande ritorno dell’impianto sciistico di Lorica, fermo ormai da tempo, intorno al quale la situazione creatasi è divenuta col tempo grottesca. «C’è tanta amarezza – dice l’imprenditrice – perché i lavori erano iniziati e stanno continuando anche in questi giorni. I nostri impianti sono stati inaugurati e bloccati per ben tre volte ed anche a livello di immagine è stato devastante. Un’eventuale apertura avrebbe compensato le perdite accumulate durante l’anno. Noi rischiamo di chiudere col 70% in meno del fatturato».





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