Webinar di Confapi sul contrasto alle infiltrazioni mafiose nelle imprese

Dibattito virtuale tra il presidente Napoli, il prefetto di Frosinone Portelli e il docente della Luiss Sticca. È intervenuto anche il sottosegretario all’Interno Sibilia

CATANZARO Sull’efficienza e l’utilità dei protocolli di legalità e i buchi neri nel sistema di applicazione, si è discusso giovedì 26 novembre in una webinar organizzata da Francesco Napoli, vice presidente nazionale di Confapi e presidente regionale di Confapi Calabria.
Il tavolo virtuale si è svolto alla presenza del prefetto di Frosinone, Ignazio Portelli, presidente Anfaci (Associazione nazionale dei funzionari dell’amministrazione civile dell’Interno) e docente di diritto amministrativo alla Luiss Guido Carli, della dottoressa Silvia Sticca, assistente di studio presso il Consiglio superiore della magistratura, consulente presso la commissione parlamentare Antimafia, autrice di numerose pubblicazioni sulle Ecomafie, crimini ambientali e dell’onorevole Carlo Sibilia, sottosegretario al Ministero dell’interno.
«I temi della legalità – ha sostenuto in apertura Napoli – sono molto cari a Confapi e al mondo che rappresentiamo, fatto di piccole e medie industrie private. Da sempre promuoviamo iniziative tese a diffondere nelle imprese una maggiore informazione e formazione sulla cultura della legalità».
«L’affermazione arriva in una fase molto delicata per il Paese e per le imprese – riporta una nota di Confapi – ovvero la vigilia dei consistenti flussi di finanziamento del Recovery fund che, inevitabilmente, fanno scattare l’allarme sul potenziale incremento delle infiltrazioni criminali nell’economia sana, provata da mesi di crisi derivante dall’emergenza sanitaria. Solo nella legge 11 settembre 2020 n°120, di conversione con modifiche del D.L.16 luglio 2020 n°76 (c.d. Decreto Semplificazioni), è stato inserito un articolo sul protocollo di legalità. Ma si attende ancora il conseguente Decreto ministeriale (che avrebbe dovuto essere fatto entro i 15 giorni dalla pubblicazione)».
«Per questo Confapi Calabria per sconfiggere la mafia sempre più camaleontica e imprenditrice e per rispondere al credo che le buone idee hanno bisogno di gambe e di braccia per andare lontano – si legge – ha messo sul banco una serie di proposte. È necessario individuare due Responsabili del protocollo di legalità (Rpl), quale interfaccia tra la Prefettura e l’azienda. Va costituito un albo che riconosca la figura del RPL (security manager), con competenze specifiche e con la possibilità di accedere ad informazioni chiuse; in ogni appalto va individuata una quota di risorse finalizzata all’attività di contrasto alla infiltrazione mafiosa; il team impegnato nell’applicazione del Protocollo deve avere un’adeguata formazione; in ogni Prefettura non può non esserci un organismo di sorveglianza sull’applicazione del Protocollo che produca dei report di monitoraggio sull’applicazione effettiva di tutti gli impegni sottoscritti da parte delle associazioni datoriali».
Il sottosegretario Carlo Sibilia, in merito alle proposte portate avanti da Confapi Calabria, afferma: «La piccola e media impresa è la vera forza motrice del paese. Le idee di Confapi Calabria sul protocollo di legalità sono geniali. Lavoriamo insieme sulla sicurezza che è un investimento e mai un costo. Abbiamo gli strumenti, possiamo iniziare fin da subito. Sarà la legge sul decreto di semplificazione che ci farà compiere questo passo importante».
La criminalità è un elemento di grave alterazione del mercato, danneggia le imprese sane, devasta i tessuti amministrativi e sociali.
Silvia Sticca, a proposito dei sistemi mafiosi, durante l’incontro ha dichiarato: «Le mafie sono il welfare alternativo del sistema Italia. Drenano le risorse pubbliche e si infiltrano ovunque. La zona grigia per le mafie che vivono sott’acqua sono i trasporti e la sanità».
In questo quadro generale, Confapi Calabria ha parlato di «un settore particolarmente appetibile da parte delle mafie che è quello del patrimonio boschivo. La lotta all’illegalità (infiltrazioni, abusivismo, contraffazione, concorrenza sleale) dipende dal lavoro combinato delle istituzioni (Prefetture, Procure, Comuni, Forze dell’Ordine, Ordini professionali e Associazioni d’imprese) e dalla capacità di mettersi insieme».
Lo stesso Prefetto Ignazio Portelli, a proposito del fenomeno ha detto: “lo sviluppo economico deve essere supportato sempre dalla legalità. È necessario garantire alle imprese sicurezza e vicinanza».
«La Confapi Calabria – ha poi concluso Napoli – è da sempre disponibile a lavorare concretamente, gomito a gomito, con il ministero degli Interni, con le prefetture, e tutti gli organi dello Stato per dare un fattivo contributo non soltanto in Calabria ma anche in tutte le regioni d’Italia attraverso la sua vasta rete di territoriale».





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