Cisl Calabria: «La manovra finanziaria non risolve il precariato»

I sindacati chiedono ai parlamentari calabresi di rivedere gli emendamenti formulati su Isu-Ipu e sui dipendenti della pubblica amministrazione. «È necessario intervenire con urgenza per garantire un futuro a migliaia di persone che da anni vivono nell’instabilità»

 CATANZARO «Rivolgiamo un appello accorato a tutti i politici che rappresentano la regione – affermano Tonino Russo, segretario generale di Cisl Calabria, Luciana Giordano, segretaria generale Cisl Fp Calabria e Carlo Barletta, segretario generale Felsa Cisl Calabria – perché modifichino la regolamentazione su lsu-lpu e sui precari della pubblica amministrazione. Ci tengono ad evidenziare: «Così come è stata formulata non risolve, infatti, né il problema della stabilizzazione dei primi, né il superamento del precariato». Spiegano in una nota le criticità della manovra: «Per quanto riguarda lsu-lpu, infatti, l’emendamento presentato al punto 2, reintroduce i limiti determinati dal riferimento alla dotazione organica e al piano dei fabbisogni, abrogando di fatto la deroga che era stata introdotta dall’art. 1, comma 495 della legge 27 dicembre 2019, n. 160, che invece riconosceva per il solo anno 2020 la possibilità di stabilizzare i citati lavoratori anche in posizione sovrannumeraria in deroga alla dotazione organica, al piano di fabbisogno del personale e ai vincoli assunzionali. È quantomai necessario che dette deroghe siano riconfermate e prorogate per tutto l’anno 2021, anche in considerazione del fatto che per le pubbliche amministrazioni è prevista una copertura finanziaria dedicata di 59 milioni da parte del Governo nazionale e di 39 milioni da parte della Regione».
Altra questione da risolvere per i sndacati riguarda l’inquadramento del personale proveniente dall’ex bacino Lsu/Lpu nelle categorie C e D. «Orbene, visto che non tutti i Comuni stanno procedendo a espletare le procedure concorsuali riservate, per titoli ed esami, dei lavoratori da inquadrare nei profili professionali delle aree o categorie per i quali è richiesto il titolo di studio superiore a quello della scuola dell’obbligo, è necessario inserire nell’emendamento alla legge di bilancio 2021 una proroga al 31 dicembre 2021 per lo svolgimento di dette procedure selettive».
Per quanto riguarda il secondo punto, specificano: «Il superamento del precariato nella Pa, l’articolo 4 bis della legge 77/2020 modifica il decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, in materia di superamento del precariato nelle pubbliche amministrazioni fissando la data per maturare il requisito al 31/12/2020. Considerata l’attuale impossibilità delle amministrazioni stesse di bandire concorsi pubblici a causa dell’emergenza Covid, è necessario prevedere deroghe al fine di consentire agli enti di bandire, in base al piano del fabbisogno del personale, procedure concorsuali riservate appunto a tale personale nel biennio 2021-2022. Se questi due punti non saranno inseriti nella manovra finanziaria – concludono Russo, Giordano e Barletta – gli emendamenti saranno inefficaci per quegli stessi fini per i quali sono stati proposti. Concludono infine: «È, dunque, necessario intervenire con urgenza con le integrazioni proposte per garantire un futuro a migliaia di lavoratori e famiglie che da anni attendono di essere liberati dall’incertezza che sta segnando le loro vite».





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