Aeroporto Crotone, il sindaco alza le barricate

CROTONE Si addensano nubi sopra l’aeroporto di Crotone. La decisione giunta ieri dal Tribunale, che ha dichiarato inammissibile la richiesta di concordato preventivo avanzata dalla società Sant’Anna spa, rappresenta una vera…

CROTONE Si addensano nubi sopra l’aeroporto di Crotone. La decisione giunta ieri dal Tribunale, che ha dichiarato inammissibile la richiesta di concordato preventivo avanzata dalla società Sant’Anna spa, rappresenta una vera doccia fredda per le ambizioni dello scalo pitagorico. Un’inammissibilità ancora non chiara in realtà, che il sindaco Peppino Vallone, assieme al suo omologo di Isola Capo Rizzuto, Gianluca Bruno, e Alessandro Cuomo, componente del cda Sant’Anna nonché rappresentante di Confindustria, hanno dichiarato di voler comprendere fino in fondo.
«Uno schiaffo violento quello che abbiamo ricevuto – afferma il primo cittadino di Crotone –, ma io ritengo che era stata data dimostrazione da parte di tutti, senza distinzione di colore politico, che era un’infrastruttura che tutti quanti abbiamo cercato di mantenere in vita e continueremo a farlo».
In effetti, dal primo settembre 2014 (data in cui sono ripartiti i voli) sembrava che tutto filasse liscio. I 30 dipendenti, seppur con mille difficoltà e diversi stipendi arretrati, continuavano a lavorare. I passeggeri sono aumentatati nel corso di questi mesi e pare che il debito accumulato dalla società, di circa 6 milioni di euro (motivo per cui era stato chiesto il concordato preventivo), si potesse in qualche modo risanare attraverso l’aiuto dei versamenti delle royalties dei comuni, della Regione e dell’Enac.
Una storia forse troppo bella per essere vera, almeno per la città di Crotone, che anche questa volta si è vista dinanzi l’ennesimo fallimento.
Il Tribunale di Crotone, in pratica, avrebbe chiesto delle garanzie sul presente e sul futuro dell’Aeroporto Sant’Anna, garanzie a quanto pare non sufficienti. Il contrario di ciò che ha affermato, invece, Gianluca Bruno: «Credo che abbiamo dato la concretezza di ciò che siamo riusciti a fare e dare al territorio grazie a questa struttura ed invece oggi siamo di fronte ad un fallimento. Io personalmente come Comune di Isola Capo Rizzuto ho già versato le royalties che ogni comune aveva promesso di versare per aiutare a mandare avanti la società. Anche il Comune di Melissa lo ha fatto, seppur solo per un’annualità. Dobbiamo salvare questo aeroporto per il nostro territorio e per i cittadini. Il mio comune di certo non farà mancare mai il giusto apporto e supporto per salvare la società e i posti di lavoro».
Una situazione ancora non molto chiara neanche al cda stesso, che si domanda come sia stato possibile da parte del Tribunale rigettare una domanda dopo sei mesi. Un rigetto al quanto insolito, visto che anche nella legge di bilancio della Regione Calabria era presente la ricapitalizzazione dell’aeroporto.
«C’è la disponibilità del curatore – aggiunge Vallone – di chiedere l’esercizio provvisorio. Per ora abbiamo messo in sicurezza la continuità dei voli, ma bisogna capire dal punto di vista finanziario come mandare avanti la struttura».
Bisogna a quanto pare eliminare, innanzitutto, i costi dell’Enac (100mila euro al mese) e farli tornare alle casse dello Stato. Una bella cifra, visto che il costo annuale per mantenere in vita l’aeroporto è di circa due milioni di euro l’anno.
«Persi gli sforzi economici degli imprenditori che hanno versato circa 400mila euro come dimostrazione di fiducia e responsabilità verso la società, adesso tocca agli enti pubblici finanziare questa gestione provvisoria altrimenti l’aeroporto Sant’Anna non vivrà più di due mesi», queste la parole di Alessandro Cuomo, in rappresentanza di Confindustria.
Infine, l’appello finale del sindaco Vallone: «Per la continuità dei voli abbiamo bisogno di soldi».

 

Maria Dora De Caria

redazione@corrierecal.it







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