Nasce il Distretto rurale delle Serre

CHIARAVALLE CENTRALE Nasce il Distretto rurale delle Serre calabresi. Con la stipula dell’atto costitutivo della società, rogato dal notaio Roberta Crispino nella sala consiliare della ex- Comunità montana Fossa del…

CHIARAVALLE CENTRALE Nasce il Distretto rurale delle Serre calabresi. Con la stipula dell’atto costitutivo della società, rogato dal notaio Roberta Crispino nella sala consiliare della ex- Comunità montana Fossa del lupo a Chiaravalle Centrale, si è finalmente concluso l’iter amministrativo per l’istituzione del nuovo organismo chiamato a dare impulso all’agricoltura. Un percorso avviato nel 2011 dal Gal Serre calabresi, che avviato le fasi costitutive del Comitato promotore del Distretto rurale, coinvolgendo un ampio e rappresentativo partenariato pubblico e privato che ha predisposto e presentato alla Regione Calabria la proposta tecnico-amministrativa per la richiesta di riconoscimento e di istituzione.
Ad aprile del 2013, la giunta regionale ha deliberato di individuare e istituire il Distretto rurale delle Serre calabresi. Al Distretto rurale hanno aderito 40 partner di cui 22 Comuni, 18 imprese singole o associate, 3 associazioni sindacali e di categoria, 5 associazioni del terzo settore. Ben più ampio è il territorio di competenza del Distretto rurale che è costituito dai 31 Comuni dell’area delle Serre calabresi (Amaroni, Argusto, Badolato, Borgia, Caraffa di Catanzaro, Cardinale, Cenadi, Centrache, Chiaravalle Centrale, Cortale, Davoli, Gagliato, Gasperina, Girifalco, Guardavalle, Isca sullo Ionio, Jacurso, Montauro, Montepaone, Olivadi, Palermiti, Petrizzi, Sant’Andrea Apostolo, Santa Caterina sullo Ionio, San Floro, San Sostene, San Vito sullo Ionio, Satriano, Soverato, Squillace, Staletti, Torre di Ruggiero e Vallefiorita) sul quale la società di distretto, in continuità con le politiche di sviluppo locale e rurale programmate e attuate nelle precedenti programmazione e con la partecipazione attiva delle comunità e il coinvolgimento delle diverse componenti della cultura, dell’economia e della società locale, intende promuovere un piano di sviluppo socio-economico che individua nel recupero del sistema agro-economico tradizionale il principale fattore di sviluppo sostenibile dell’area.







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