I lavoratori dell’ex Omeca assorbiti da Hitachi

REGGIO CALABRIA C’è anche il recupero delle aree dismesse (da destinare alla produzione) delle ex officine Omeca tra i punti dell’accordo che sancisce il passaggio del ramo d’azienda tra AnsaldoBreda…

REGGIO CALABRIA C’è anche il recupero delle aree dismesse (da destinare alla produzione) delle ex officine Omeca tra i punti dell’accordo che sancisce il passaggio del ramo d’azienda tra AnsaldoBreda Spa e i giapponesi di Hitachi Rail Italy Spa. Saturati in toto i livelli occupazionali: circa 2.000 lavoratori (tra i dipendenti dei cantieri esteri e i tre stabilimenti italiani: Reggio Calabria, Napoli e Pistoia passano indenni da un’azienda all’altra. Nell’accordo, siglato ieri a Roma alla presenza delle segreterie nazionali e locali dei sindacati, passano in mano nipponica tutti i beni mobili e immobili della ex proprietà comprese le commesse già firmate da AnsaldoBreda.
L’iter internazionale dell’operazione, che in maniera definitiva concluderà gli aspetti burocratici del passaggio “closing”, arriverà a compimento nel mese di novembre. La strategia sarà quella di un consolidamento produttivo e, per lo stabilimento reggino, investimenti per il potenziamento dell’industria. Operare nel settore ferroviario, afferma la Uil locale, presuppone standard elevati di qualità. «Hitachi risponde a queste caratteristiche – afferma il segretario regionale Santo Biondo – e noi speriamo che gli investimenti destinati allo stabilimento reggino possano rendere altamente competitive le ex Omeca». Le linee guida del colosso giapponese sono chiare parlano di crescita e consolidamento dei tre siti italiani e il mantenimento nel nostro Paese dell’attività di progettazione e ingegneria industriale. Intanto questa mattina in zona Torre Lupo i lavoratori si sono riuniti in assemblea con le Rsu per analizzare quanto successo ieri nella capitale. «Noi – continua Biondo – siamo fiduciosi e crediamo che il passaggio possa essere un’opportunità per Reggio Calabria».
Le notizie positive, ovvero il recupero delle aree dismesse e quindi gli investimenti su Reggio, per la Fiom Cgil sono il risultato della lunga battaglia che le maestranze hanno fatto in questi mesi. «Il recupero delle aree è un punto che abbiamo ottenuto grazie alle nostre battaglie – dichiara Antonio Pensabene, segretario generale Fiom Cgil Rc-Locri Antonio – volevamo garanzie, ci auguriamo che adesso s’incrementi la produzione», anche se per il definitivo piano industriale si dovrà aspettare marzo o aprile 2016.
Sempre questa mattina una delegazione Ugl guidata dal segretario generale Francesco Paolo Capone e da Renata Polverini vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera (presenti a Reggio per l’iniziativa Sudact) ha incontrato i vertici dello stabilimento ex Omeca. Per Capone è un segno ottimo la «condivisione degli obbiettivi» tra dirigenza e lavoratori «l’Ugl di categoria ha dimostrato lungimiranza». Per la Polverini già leader della sigla l’auspico è che «con l’avvento di Hitachi inizi davvero un’altra storia».

Antonella Chirico
redazione@corrierecal.it





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto