Rivolte nel Nord Africa ed economia in crisi: il mondo che cambia a Sbilanciamoci

Lamezia contro Cernobbio, la finanza delle borse che vanno a picco contro l’economia sociale. Ma anche il vecchio continente che cerca di non andare a fondo, contro il giovane sud…

Lamezia contro Cernobbio, la finanza delle borse che vanno a picco contro l’economia sociale. Ma anche il vecchio continente che cerca di non andare a fondo, contro il giovane sud del Mediterraneo che è in rivolta. “Sbilanciamoci” è anche questo: la dialettica come scontro, il mutamento come destino ineludibile dentro una crisi che appare senza precedenti. Il secondo giorno dell’evento lametino ha coniugato la rivolta mediterranea contro i regimi dei satrapi, con la crisi del liberismo che travolge le economie globali. In due luoghi diversi, quasi a darsi un immaginario testimone, prima Giuliana Sgrena e Domenico Chirico, poi nella piazza poco distante padre Zanotelli e Agnoletto, insieme a Sabina Siniscalchi, della Fondazione responsabilità etica, Angelo Mastrandrea, direttore del Manifesto, Paolo Beni dell’Arci, Roberto Natale, presidente della Federazione nazionale della stampa, hanno affrontato le speranze di pace che vengono da un Mediterraneo ora in fiamme e l’ultimo passaggio della globalizzazione. Le due cose, sia pure discusse in luoghi vicini ma diversi, sono legate. Perché le ambizioni di libertà, di democrazia dei giovani tunisini ed egiziani, sono solo una delle molte facce di una crisi del mondo occidentale. Al punto che, ha  spiegato la Sgrena,  “si è capovolto lo stereotipo culturale, per cui il nord era esempio per il sud del mondo”. Oggi i giovani indignados spagnoli ed europei, guardano ai loro coraggiosi coetanei arabi come esempio da seguire. Resta, ha sottolineato la giornalista del Manifesto, la consueta ambiguità occidentale, che aiuta le rivolte addirittura bombardando la Libia, ma lascia nelle mani dei carnefici i giovani siriani, perché la Siria è in mezzo a complessi equilibri strategici. Ma per la Sgrena la modernità di quanto accade nel sud del Mediterraneo è anche nei mezzi di comunicazione scelti per superare la censura e annichilire il potere. La Rete e i social network come nuove armi efficaci e temibili.
Tutto questo dentro la cornice della crisi, contro cui Padre Zanotelli non ha fatto mancare il suo anatema, sospeso tra il sovversivo e il disarmante. “Dobbiamo sbarazzarci delle banche – ha spiegato il padre missionario – perché esse lavorano non per la società”. Le banche come uno dei perni di questa economia virtuale, separata dalla produzione reale di beni, che gonfia la finanza e crea debito. Per questo, ha ancora detto il comboniano eretico, “i paesi poveri non devono pagare il debito contratto con i paesi ricchi, così come questa crisi non la devono pagare i poveri”.
La sera poi Goffredo Fofi e don Giacomo Panizza per commentare il film “Corpo celeste”, di Alice Rorhwacher, con uno stanco ma contento Gianni Speranza in prima fila.







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto