La Smeco Cosenza chiude i battenti

RENDE La Smeco Cosenza chiude i battenti. Troppi denari non riscossi dai Comuni, troppi fornitori da pagare e le banche che hanno chiuso le linee di credito: una miscela che…

RENDE La Smeco Cosenza chiude i battenti. Troppi denari non riscossi dai Comuni, troppi fornitori da pagare e le banche che hanno chiuso le linee di credito: una miscela che può avere come unico prodotto la liquidazione della società. La gestione dei depuratori nella provincia più grande della Calabria passerà ad altre ditte, mentre l`azienda calabrese cercherà strade per evitare che i propri dipendenti (una cinquantina) rimangano senza reddito.
L`annuncio è stato dato ieri mattina da Raffaele Romeo, l`ingegnere che curava la liquidazione della società. Curava: perché ieri si è dimesso «per assumere un nuovo ruolo, dopo aver assistito alle azioni di chi ha ucciso questa azienda». Quello di Romeo è stato uno sfogo, suffragato dai dati accumulati in quasi otto anni di lavoro nel settore. La Smeco si sente «un capro espiatorio, l`ultimo terminale – e per questo il più sacrificabile – di una filiera che non funziona dall`inizio alla fine». Due dati per spiegare un corto circuito. Il primo: «È tutto il sistema che non funziona ed è in pieno caos. Non si capisce di chi siano le competenze, e sembra che ognuno voglia tirarsene fuori, come in un gigantesco scaricabarile del quale i cittadini pagano le conseguenze». Il secondo: «Le reti fognarie portano ai depuratori liquami che rendono difficile, o impossibile, il corretto trattamento». È per questo che «è troppo facile dare tutta la colpa alla Smeco, che lavora in Calabria dal 1999 e, in questi anni, ha ascoltato tantissime promesse non mantenute». In primo luogo da parte dei Comuni, che hanno accumulato 4 milioni di debiti nei confronti dell`azienda. E poi dalle altre istituzioni: «Abbiamo mandato molte proposte e progetti per migliorare il sistema, ma nessuno ci ha mai convocato».
Segno, secondo Romeo, che qualcuno potrebbe aver remato contro la risoluzione della vertenza. Il liquidatore dimissionario, infatti, chiude ringraziando «quasi tutti i lavoratori, e sottolineo il quasi» e ribadendo che «da oggi inizia una battaglia di verità. Impediremo che gruppi di affaristi si impossessino del settore, lasciando i danni ai calabresi».







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