Nubi sui cieli della Calabria

Torna a crescere il traffico negli aeroporti calabresi. Anche se due società aeroportuali su tre sono con i conti in rosso. Nei primi cinque mesi dell`anno il numero dei passeggeri…

Torna a crescere il traffico negli aeroporti calabresi. Anche se due società aeroportuali su tre sono con i conti in rosso. Nei primi cinque mesi dell`anno il numero dei passeggeri e dei voli nei tre scali regionali registra incrementi anche a due cifre. In testa, come sempre, l`aeroporto di Lamezia Terme che si conferma tra gli scali nazionali maggiormente dinamici: nel periodo gennaio-maggio 2011 ha registrato circa 730mila passeggeri totali e un movimento di velivoli di oltre 6.600.
Numeri che tradotti in termini percentuali significano rispettivamente un incremento del 20,1% in più di passeggeri e 5,9 % di velivoli in transito nello scalo lamentino. Decimo risultato nazionale utile in assoluto per crescita e secondo tra gli aeroporti meridionali. L`incremento ha interessato soprattutto il numero di passeggeri internazionali che, con un più 58,7%, colloca Lamezia al terzo posto in Italia in termini percentuali.
Vincenzo Speziali, presidente della Sacal, la società che gestisce l`aeroporto lametino, è soddisfatto: «Questi risultati – afferma – sono frutto di una serie di accordi commerciali con compagnie aeree low cost che hanno permesso di far fluttuare notevolmente il numero dei passeggeri. Inoltre siamo riusciti a ottenere nuove rotte internazionali». Tra le altre il presidente cita Stoccolma, Barcellona e Bruxelles.
Ma la vera sfida per il futuro dello scalo, che viene considerato strategico anche dallo “Studio per lo sviluppo futuro della rete aeroportuale nazionale” – realizzato  per l’Enac dal raggruppamento formato dalla capofila One Works, da Kpmg e Nomisma – si chiama potenziamento delle infrastrutture. Un piano di opere da 125 milioni di cui la più importante resta la costruzione della nuova aerostazione: 110 milioni (50 per il primo lotto). «Aspettiamo lo sblocco dei fondi Fas – annuncia Speziali – per avviare questi investimenti fondamentali che consentiranno al nostro scalo di raggiungere risultati ancora più importanti. Proprio per questo nei prossimi giorni avremo un incontro con il ministro Fitto e il sottosegretario alle Infrastrutture, Aurelio Misiti».
E mentre la Sacal si gode anche l`ottima performance in termini finanziari registrando un utile di bilancio di oltre 821 mila euro, gli altri due scali aeroportuali calabresi scontano, nonostante l`incremento di passeggeri, ritardi in termini di debolezza finanziaria delle società e di collegamenti infrastrutturali. Ritardi che, soprattutto per quest`ultimo motivo, secondo lo studio dell`Enac, collocano Crotone e Reggio Calabria tra gli scali “complementari” italiani. Un ruolo che si tramuterà, secondo quanto stabilito dall’allegato Infrastrutture 2011 che ha recepito questo studio nel Documento di finanza pubblica 2011-2013 (Dfp), in un secondario ordine di priorità di interventi e investimenti per la promozione di piani operativi specifici di rilancio. Tradotto in soldoni potrebbe significare una riduzione notevole di trasferimenti di risorse statali verso questi due scali. Una difficoltà in più che si somma alla debolezza finanziaria dimostrata dalle società di gestione e dalla scarsa competitività che caratterizza questi aeroporti nel sistema degli scali nazionali. Tanto da costringere le società, per rimanere a galla, a dover ricorrere spesso a ricapitalizzazioni e a un sistema di incentivazione economica per agganciare nuove compagnie aeree e non far fuggire quelle esistenti.
L`ultimo esempio, in tal senso, interessa il “Tito Minniti” di Reggio Calabria. Proprio l`assemblea della Sogas, la società che gestisce l`aeroporto dello Stretto, nei giorni scorsi ha dovuto provvedere a una nuova ricapitalizzazione per evitare che perdesse la concessione Enac e, conseguentemente, la chiusura dello scalo. Il provvedimento, fortemente caldeggiato da Giuseppe Raffa, presidente dalla Provincia di Reggio Calabria (maggiore azionista della Sogas), porterà nelle casse della società tre milioni e centomila euro.
Una somma che verrà ripartita tra i vari soci pubblici della Sogas e che servirà a risanare solo parzialmente il deficit registrato nel 2010 dal bilancio societario: 4,7 milioni. «Per rilanciare l`aeroporto – sostiene Raffa – occorre aprire a un socio privato che abbia un sufficiente know how nel settore, che permetta di intercettare nuove compagnie aeree disposte a venire a Reggio. Non è possibile che la società spenda ogni anno risorse importanti per far venire compagnie aeree che vanno via appena finisce il regime di sostegno». Da qui la necessità individuata dal presidente della Provincia di Reggio «di azzerare i vertici della società e avviare una nuova stagione».
Nonostante questo, anche Reggio registra un incremento di passeggeri nei primi cinque mesi dell`anno stimato attorno all`11 per cento, seguito dall`aeroporto di Crotone. Tra gennaio e maggio scorso, lo scalo crotonese ha ottenuto un + 8,1%. Ma anche qui, però, c`è stato bisogno di un`azione forte da parte dei soci pubblici di “Aeroporto S.Anna spa”, società che gestisce lo scalo, per ridurre le perdite di bilancio. «In un anno – afferma il presidente della società “S.Anna”, Roberto Salerno – abbiamo portato la perdita d`esercizio a circa 788mila euro contro il deficit registrato nel 2009 di circa 1,147 milioni. Questo significa che potremmo guardare con maggiore serenità agli investimenti necessari a far crescere lo scalo». Un`azione che segue la ricostruzione del capitale sociale dello scorso anno, che ha impedito la messa in liquidazione della società. Intanto, i vertici dello scalo crotonese annunciano la conclusione di accordi commerciali con nuove compagnie aeree che dovrebbero consentire all`aeroporto “S.Anna” di incrementare il numero dei passeggeri. Tra le ultime con “Prima aero trasporti italiani”, una società low cost che realizzerà nuovi collegamenti con Roma Fiumicino e Bologna. «Questo ci permetterà – dice Salerno – di rendere ancor più competitivo il nostro scalo».







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