Il nuovo concetto di Stato e il talentuoso “ruspista”

di Paolo Pollichieni

C’è da riprendere a studiare il diritto costituzionale. Deve esserci sfuggito qualcosa. Con il passare degli anni e l’avvicendarsi delle repubbliche (prima, seconda, ora terza… ma tutte con le insegne del gattopardo), il concetto di “cittadino” e quello di “stato” hanno evidentemente cambiato senso e non ce ne siamo accorti.
Oggi, ad esempio, è scesa nel Lametino Maria Elisabetta Alberti Casellati (manca solo il “Vien dal mare”) che è presidente del Senato e, in quanto tale, seconda carica dello Stato. Ben per questo la parola “Stato” troverà, infatti, spazio innumerevoli volte nella dichiarazione che la sua segreteria consegnerà ai cronisti, dopo i sopralluoghi di rito.
«Lo Stato deve raccogliere la richiesta di ascolto…»; «lo Stato deve tornare ad essere presente con concretezza…»; «lo Stato deve meglio presidiare la Calabria»; «lo stato deve riempire gli spazi politici e socioeconomici lasciati liberi e occupati dalle mafie…». Ci sta tutto, ma nel momento in cui a stendere l’elenco delle inadempienze dello Stato ti ritrovi la sua seconda autorità, come fai a non sentirti perso?
Poco lontano, per nulla distratti dall’ennesima passerella, i volontari scavano e imprecano. Sono alla ricerca di Nicolò o di quello che ne è rimasto, dopo l’accanimento dell’acqua e del fango che hanno già ucciso la sua mamma e il suo fratellino.

Oliverio tiene sottobraccio Furgiuele

Poco lontano c’è il sopralluogo del governatore Mario Oliverio. Tiene sottobraccio Domenico Furgiuele, fresco di elezione a deputato per la Lega Nord. Non si è fatto vedere, invece, l’altro parlamentare della Lega eletto in Calabria dai calabresi, Matteo Salvini, ma chi meglio di Furgiuele può rappresentarlo in questa drammatica circostanza?
Salvini ha condotto la sua ascesa usando l’allegoria della ruspa. Un bel caterpillar con il quale spianare la strada, liberare il territorio dai campi rom, travolgere le resistenze buoniste, ridurre a sottilette i “modelli” alla Riace.
Furgiuele è uno stimato imprenditore che di ruspe se ne intende, avendo guida diretta e indiretta di strumenti all’avanguardia nel movimento terra. Un’abbinata vincente, quella tra l’esaltatore della “ruspa” e il talentuoso “ruspista”, della quale la Calabria, eterno «sfasciume pendulo su mare», non può che avvantaggiarsi.

direttore@corrierecal.it





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