L’“allarme Procure” di Tansi perde colpi

di Paolo Pollichieni

Qualche sera fa, in diretta conseguenza dell’editoriale che metteva in riga le le panzane rifilate dal prof. Carlo Tansi attraverso mail ripudiate e anonimi post sui social, il medesimo emetteva, a beneficio di un ristrettissimo numero di suoi utenti con in testa il governatore Mario Oliverio, convocatosi prudentemente nel piazzale della Cittadella e non al suo interno, l’ultimo bollettino giudiziario.
Questa volta le Procure unificate della Calabria avrebbero confidato al prof. Tansi le malefatte del Corriere della Calabria e, in particolare, del suo direttore. Non dubitiamo della probità di Tansi: è così onesto da denunciare persino se stesso. Questa volta però farebbe bene ad aggiornare le sue fonti giudiziarie e non è detto che, facendolo, non scopra che gli sta sfuggendo la notizia delle notizie. Potrebbe scoprire (ma stiamo giusto giocando al gioco che più piace a Tansi, quello delle previsioni giudiziarie) che un grosso dirigente esterno assoldato dalla Regione Calabria è finito al registro degli indagati con accuse gravissime, trascinandosi dietro anche il governatore Oliverio, mezza giunta regionale e due direttori generali in servizio permanente effettivo presso la Cittadella. Si informi Tansi, approfondisca, potrebbe scoprire che la maxi indagine che gli potrebbe essere sfuggita è proprio quella che lo riguarda direttamente.
In altro servizio, forniamo poi gli “aggiornamenti” del “caso Tansi” contenuti nella denunzia proposta dall’avvocato Pitaro, a difesa dell’onorabilità di quattro ingegneri brutalizzati sull’altare del “Tansi forever”. Anche questo pare sia sfuggito al bollettino delle perturbazioni giudiziarie diramato dal responsabile uscente della Prociv. Insomma, comincia a perdere colpi la sezione “Allarme Procure”, istituita dal prof. Tansi all’indomani del suo insediamento al vertice della Prociv.
Forse è la conseguenza del suo improvviso hobby per la… cartellonistica. Forse è l’effetto della sospensione disciplinare dal proprio incarico per giorni 45. A proposito, qualche analfabeta prestato alla politica (che pure non ne aveva di bisogno…) lo ha definito un «provvedimento politico». Trattasi, invece, di «provvedimento amministrativo». Un atto burocratico, insomma, che, proprio in quanto tale, è impugnabile da parte dell’interessato, ove ne ravvisi l’infondatezza e lo ritenga lesivo della propria onorabilità professionale.
Non sappiamo se il prof. Tansi abbia impugnato il provvedimento disciplinare che lo ha raggiunto. Sui social non vi è annotazione in merito, riteniamo tuttavia che certamente lo avrà fatto o si accinge a farlo. Siamo in solerte e tranquilla attesa.

direttore@corrierecal.it







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