L’estate rovente e i deliri della nuova (e vecchia) politica

di Paola Militano

A surriscaldare il clima di un’estate già rovente c’è il tema caldo delle prossime regionali.
A usare la miccia rapida durante i lavori (si fa per dire) dell’ultimo consiglio regionale prima della lunga pausa vacanziera, il consigliere di Fratelli d’Italia, Fausto Orsomarso che chiede di punto in bianco al presidente Mario Oliverio di convocare le elezioni a novembre.
A rincarare la dose interviene poi il forzista Gianluca Gallo che indica come data utile, dopo la scadenza naturale del mandato, domenica 24 novembre.
Oliverio dal canto suo, impegnato nelle lunghe, intricate ed estenuanti trattative romane per una sua ricandidatura sotto il vessillo del Pd, taglia corto e lega le sorti del voto calabrese a quelle dell’Emilia Romagna che secondo i bene informati dovrebbero slittare a inizio 2020, ma si tratta ovviamente solo di indiscrezioni e per ora senza alcuna conferma.
Passa quasi inosservata, intanto, la discesa in campo del già presidente del governo calabrese, Agazio Loiero e la notizia infatti “vola veloce di bocca in bocca” solo per qualche ora.
A destare qualche preoccupazione, invece, sono le dichiarazioni di Luigi Di Maio che, in vista delle prossime regionali, decide di spalancare le porte pentastellate a movimenti, comitati, gruppi civici pur di evitare l’ennesima sonora sconfitta.
Ovviamente non si “registrano” reazioni del presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Nicola Morra che di sicuro avrà pensato: abundans cautela non nocet.
Ma l’estate forse ci aiuterà (si spera) a dimenticare il lungo inverno della sinistra calabrese caratterizzato da inchieste, profonde lacerazioni e da naufraghi in cerca di una zattera a cui aggrapparsi.
Sotto l’ombrellone, ne siamo sicuri, continuerà invece a tenere banco il tormentone che accompagna la candidatura a presidente di Mario Occhiuto indicato da Forza Italia ma osteggiato da Forza Italia, dalla premiata ditta Gentile-Aiello, fino a quando – e se – Toti avrà la meglio su Mara Carfagna.
Non ci appassioneranno invece le chiacchiere (perché stanno a zero) dell’Udc, ma al contrario sarà interessante capire se la leader regionale di Fratelli d’Italia, Wanda Ferro riuscirà a far breccia nel cuore del “vichingo” Cristian Invernizzi, alle prese con promesse di (im)possibili rilanci nella Lega dei “sovranisti” calabresi.
Per ora comunque (il condizionale è d’obbligo) reggerebbe il patto che vede un candidato leghista alla presidenza dell’Emilia Romagna, un candidato di Fratelli d’Italia alla presidenza dell’Umbria e un candidato forzista alla presidenza della Calabria.
E il candidato del Pd vi chiederete? Ipotizzare un “cambio di passo” non sarà così semplice.
Questa torrida estate comunque passerà e le piogge di fine estate si porteranno via i deliri della nuova e vecchia politica. Il fresco (si spera) farà tornare un pizzico di buonsenso, perché ce n’è un bisogno disperato.







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