«Sì al voto subito»

di Paola Militano

Sì al voto subito. La scomparsa della presidente Santelli crea, nei fatti, anche un vuoto istituzionale e sarà necessario porvi rimedio prima possibile per garantire quella continuità amministrativa dell’ente regionale oltremodo necessaria in tempo di recrudescenza del Covid.
Del resto il criterio giuridico e gli effetti della clausola statutaria simul stabunt, simul cadent non lasciano spazio ad altre interpretazioni: decaduto l’organo esecutivo, entro pochi giorni si dovrà sciogliere il consiglio regionale e indire nuove elezioni entro due mesi anche perché il vice presidente (checché ne dica la Lega, pronta ad inviare dieci saggi) potrà (e dovrà) occuparsi solo dell’ordinaria amministrazione e, aggiungo, economizzando su atteggiamenti, definiamoli anticonformisti, che mettono in imbarazzo il popolo calabrese.
Sì, perché poco importa ai calabresi di conoscere gli orientamenti sessuali del vice presidente che, peraltro, non perde occasione di tirarli in ballo anche quando serie, dolorose e drammatiche circostanze imporrebbero, invece, massimo rigore e riserbo come nell’ultimo saluto al presidente della regione, consumatosi alla Cittadella.
Stia tranquillo il vice presidente, a giudicarlo sono soltanto le associazioni gay e non i calabresi, che in questo momento hanno altro a cui pensare: all’onda montante del virus, per esempio, che potrebbe abbattersi al Sud come al Nord, mettendo a dura prova il nostro sistema sanitario, incompiuto e deficitario (a essere buoni), affidato a chi – per dirla tutta e fino in fondo – se a valere fosse il criterio di meritocrazia, meriterebbero di occuparsi di altro e altrove.
E se si considera poi la tragicità del momento – che ha colpito quasi tutti, ivi compresi gli avversari più critici della presidente Santelli (agli ipocriti non è invece bastato vestirsi a lutto per i funerali) – vale la pena rammentare anche agli schieramenti di centrodestra e di centrosinistra di risparmiarci penose liturgie già andate in scena. A partire dalla scelta dei candidati presidenti, si spera all’altezza dell’attuale sfida: capaci di farsi trovare già in assetto se e quando arriva la buriana.
Dimostrino tutti insomma, e nei fatti, che il “sacrificio” della presidente Santelli serva a ricondurre la politica nell’alveo della morale e della legalità e al perseguimento del bene comune, quello dei calabresi naturalmente.
E se c’è chi, approfittando del momento, pensa invece e nonostante tutto di cavalcare l’onda emozionale per aggiustamenti dell’ultim’ora, sappia che a orientare il voto in Calabria, così come accaduto nelle altre regioni, saranno la serietà delle proposte e l’affidabilità degli uomini e non più le promesse da marinaio. Reggio e Crotone insegnano. (paola.militano@corrierecal.it)





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