«L’Inps e gli abusi del sistema bancario»

di Pasquale Talarico*

“Fa più danno l’asino nell’orto che il lupo in mezzo alle pecore!”. È un’indiscussa Verità universale che non bisognerebbe mai dimenticare! Soprattutto quando c’è in gioco l’immagine dello Stato e la fiducia nelle Sue Istituzioni, che si ricorda un po’ a tutti, …e per la circostanza anche all’Inps, che spesso, dimenticando il suo ruolo Pubblico, di Istituto di Previdenza Sociale, finisce sulle pagine della stampa nazionale e più in particolare su quelle della nota trasmissione Report, su Rai tre, già condotta da Milena Gabanelli, la quale in più occasioni aveva richiamato l’attenzione della pubblica opinione sui rapporti “incestuosi” fra l’Inps, l’Agenzia delle Entrate e dell’ex Equitalia, che, purtroppo, ha indotto tanta gente al “suicidio fiscale”.
Ed a tal proposito, sempre in riferimento alla Verità dei “danni dell’asino nell’orto” è proprio il caso di ricordare qualche dirigente regionale che ha ritenuto doveroso difendere l’operato della direzione generale, facendo pubblicare, magari anche un po’ troppo in fretta, una serie di dati, opinioni e di valutazioni personali che non stanno né in cielo e né in terra. La verità è che forse improvvisandosi in ruoli ed in funzioni un po’ troppo lontane dalle sue responsabilità, competenze e conoscenze, è finita per aggiungere ancora altro danno a quello preesistente, ufficializzando anche, che magari la neonata banca digitale Widiba avrebbe già assorbito qualcosa come 54mila clienti dalla Mps, senza ritenere di dover dar conto, …“davvero fino in fondo” al citato Testo unico bancario! Tutte forme di scorrettezze, di abuso di potere, di arroganza e di aggressività del linguaggio di comunicazione numerico/digitale tanto “caro” alle banche, che sono e restano sotto gli occhi di tutti ma che non giustificano affatto, …a nessun titolo e a nessun livello di responsabilità, la complicità attiva o anche solo omissiva, dell’Inps, nel negare ai cittadini italiani perfino il diritto-dovere alla riscossione mensile della pensione. In una vera Democrazia, sia essa la conoscenza “intempestiva” della Verità che la mancata notifica legale, fino a prova contraria, non potranno mai negare a nessuno il diritto-dovere alla difesa! Né le banche e né tantomeno l’Istituto di Previdenza Sociale, che, paradossalmente, si dovrebbe occupare soltanto di tutelare la tranquillità dei lavoratori in pensione e non certo di “agevolare” le operazioni di alta finanza di tale banca digitale Widiba, che di fatto pretende di poter scegliere i suoi clienti addirittura a loro insaputa! Per il resto, l’“estremo desiderio” di rendere pubbliche queste presunte giustificazioni, non aiutano per nulla l’Inps e tanto meno l’immagine della direzione generale, che intanto, forse, avrebbe fatto molto meglio il suo preciso dovere giuridico legale di rispondere all’avv. G. Lanzo, che intanto aspettava, invano, da più mesi le sue “presunte precisazioni”, che, in ogni caso, …se vere, dovrà fornire al giudice in tribunale! Di certo, si ribadisce ad o.b.c., che l’Inps Nazionale, non avrebbe mai dovuto e potuto dirottare all’improvviso e senza alcun preavviso l’assegno mensile della pensione di nessuno, che purtroppo, invece, ha già generato tanti disagi e tanti danni economici, di cui direttamente o indirettamente dovrà pure farsi carico! Ancora per fortuna non tutta la stampa e non tutta l’informazione televisiva risulta essere completamente schiava e prigioniera del dio denaro, della Corruzione e della Dittatura Digitale, che, invece, con la complicità attiva o anche solo omissiva delle Istituzioni dello Stato e degli Ordini Professionali continua a tradire le aspettative dei cittadini onesti! Non si può e non si deve permettere mai a nessuno di poter costringere la gente seria a rivolgersi necessariamente all’avvocato per tentare di veder rispettati almeno i diritti legali indispensabili alla semplice sopravvivenza! Oppure, al Sud in generale ed in Calabria più in particolare, occorre rassegnarsi soltanto all’ingloriosa legge: “Forte con i deboli e debole con forti?” Ed ecco perché probabilmente l’Inps ha ritenuto, …bontà sua, di “dover” inviare rapidamente una P.E.C. all’avv. Lanzo, soltanto dopo appena qualche ora, dall’intervento della stampa ed a tirarsi anche la c.d. “zappa sui piedi!” trasformando un doveroso invito a fare il proprio dovere, di garantire almeno una discreta qualità del Servizio Pubblico, in un enorme polverone mediatico, che intanto, ha già richiamato l’attenzione di tanta parte dell’opinione pubblica regionale e nazionale!

*scrittore-giornalista





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