«Quel “disguido” in aeroporto che mi ha tolto la libertà di muovermi» – INTERVISTA

di Novella Mercurio

Mi chiamo Novella, sono di Catanzaro e sabato 28 luglio atterro a Lamezia Terme con un volo Euro Wings proveniente da Berlino, città in cui vivo da molti anni. Viaggio spesso, la mia famiglia vive qui e, poiché sono affetta da sclerosi multipla, nelle mie partenze in aereo usufruisco dell’assistenza speciale disabili. Al check in, imbarco la valigia e il deambulatore, per ritirarli al mio arrivo a Lamezia Terme. Purtroppo però, le cose non andranno così. Al mio arrivo la triste sorpresa: nessuno sa dirmi dove sia finita la mia valigia e, cosa gravissima, il mio deambulatore. Mi reco all’ufficio assistenza bagagli Sacal, mi rilasciano un foglio con il numero di pratica e mi informano che una volta trovati mi verranno recapitati a casa. Oggi, è il 3 agosto, sono passati sei giorni e tra continue telefonate agli uffici preposti e parenti che si recano ogni giorno in aeroporto per avere notizie, la risposta che ricevo è sempre la stessa: non sappiamo dove siano i suoi bagagli. È uno snervante rimpallo di responsabilità tra aeroporti. Sono sei giorni dunque che aspetto su un divano, che rinuncio alla mia piccola indipendenza che mi regala il deambulatore e aspetto, aspetto che qualcuno mi dica qualcosa. Ma soprattutto, ho una domanda: come si fa a perdere un deambulatore? Il contenuto di una valigia, seppur con dispiacere, si può ricomprare, ma la libertà di muovermi, già privata da una malattia così feroce, dove si acquista? Chi mi risarcirà di questa privazione? Certo, gli ausili per disabili si possono noleggiare ma questo è un altro spiacevole capitolo. Tra qualche giorno, con grande amarezza, tornerò a Berlino e di questa vacanza porterò con me un ulteriore e profondo senso di impotenza.





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