«Quelle strane coincidenze sulla vicenda di Cassano»

di Gianni Papasso*

Carissimo Direttore, ho letto e apprezzato il tuo articolo sulle Prefetture e vorrei informarti sul ruolo della Prefettura e del capo di gabinetto, prefetto Morcone, sulla vicenda di Cassano. Più volte sono stato convocato in Prefettura per parlare di migranti. Mi venne proposto di realizzare a Sibari la “città dei migranti”. Si prevedeva un’ accoglienza per circa 4000 migranti. La proposta mi venne fatta dall’allora capo di gabinetto, dottoressa Emanuela Greco. Rifiutai! Sibari deve avere un ruolo nel turismo culturale. Una massiccia presenza di migranti avrebbe significato la fine di questa prospettiva. Successivamente, venni convocato dal prefetto a partecipare ad un incontro con un imprenditore di Sibari, ing. Luigi Souve. Mi chiesero di dare il mio assenso per l’ utilizzazione dei villaggi di Souve, migliaia di posti letto, per l’ attivazione di un Cas per ricovero di migranti. Mi opposi fortemente! Cassano era già destinatario di un progetto Sprar per 29 migranti ed aveva dato assenso ad ampliare il numero, altri 50, nel rispetto delle nuove quote stabilite dal ministero. Ci fu una grossa pressione da parte del prefetto Morcone per l’utilizzazione dell’hotel Sibaris, bene confiscato, per l’accoglienza di vittime della tratta. Oltre 400 migranti. Anche questa volta mi opposi in maniera forte e determinata. Addirittura, fu organizzata, a riguardo, una riunione presso l’Agenzia dei beni confiscati a Reggio Calabria senza informare ed invitare il sindaco. Protestai anche per iscritto. Telefonicamente litigai con il prefetto Morcone. Insieme al vescovo, al rettore dell’Università, all’associazione Libera firmammo proprio in Prefettura un protocollo d’intesa per utilizzare l’hotel Sibaris a scopo turistico, ricettivo e sociale. L’utilizzazione proposta da Morcone era, quindi, incompatibile con quanto previsto dal protocollo. Per impedire che la proposta del ministero avesse successo feci convocare il consiglio comunale che approvò un atto deliberativo che bocciava la proposta di destinare il Sibaris all’ accoglienza di migranti.
Nel luglio del 2017, dopo essere stato rieletto sindaco nella tornata elettorale del giugno 2016 con un risultato straordinario e plebiscitario, venni invitato a partecipare in Prefettura ad una riunione per parlare, ancora una volta, di migranti. Presiedeva la riunione il  viceprefetto dr. Vito Turco, responsabile del settore immigrazione della prefettura di Cosenza. Lo stesso viceprefetto, dr. Turco, era presidente della commissione di accesso agli atti presso il Comune di Cassano.
In quella circostanza venni informato che a seguito di un bando emanato dalla Prefettura, la cooperativa napoletana Alma Mater era prima classificata per la realizzazione a Sibari presso l’hotel Aurora per la realizzazione di un Cas per ospitare 200 migranti. In quella circostanza venni anche informato che anche una cooperativa locale era in posizione utile per realizzare, sempre a Sibari, nei locali dell’ ex Ferrohotel un Cas che prevedeva l’ospitalità per 26 migranti. Naturalmente anche in questa circostanza la mia opposizione fu forte e determinata. Espressi ancora una volta il concetto che il comune di Cassano era già sede di accoglienza con un progetto Sprar e che il 9% della popolazione residente, dato accertato all’ anagrafe comunale, era costituita da popolazione straniera.
In quella circostanza espressi anche forte stupore per l’insistenza con cui la prefettura di Cosenza voleva travalicare il progetto Sprar e realizzare dei Cas per l’ospitalità di migranti sul territorio di Cassano. Preciso che, nel frattempo, il prefetto Tomao aveva riattivato con urgenza l’hotel Sibaris per l’accoglienza di minori non accompagnati. Furono ospitati 150 minori.
La mia azione non si limitò soltanto a protestare in Prefettura ma, approfittando del fatto che l’hotel Aurora era moroso, per diverse migliaia di euro, per canoni relativi all’ acqua potabile, incaricai l’ufficio tributi e l’ufficio manutenzione del Comune all’interruzione della fornitura di acqua potabile. Il taglio dell’acqua fu ovviamente comunicato alla Prefettura che non ha potuto trasferire migranti presso lo stesso hotel. Fui informato che i responsabili della cooperativa Alma Mater, addirittura, avevano provveduto già a rifornire e ad immagazzinare presso l’hotel Aurora sostanziose derrate alimentari e non.
Ovviamente la mia azione non è stata e non è assolutamente contro l’accoglienza, al contrario, è a favore di un’accoglienza regolamentata è ordinata. È quello che abbiamo fatto a Cassano. Con soddisfazione, ti informo che il progetto Sprar presentato dalla mia amministrazione al ministero dell’Interno si è classificato al primo posto della graduatoria di tutta Italia. Addirittura, ci siamo classificati anche prima del comune di Torino.
La commissione di accesso è stata molto attiva nel mese di agosto del 2017 concludendo la sua ispezione, per come previsto, il 6 settembre.
Quando tutto sembrava a posto all’improvviso venni a conoscenza che la commissione di accesso aveva consegnato al prefetto la sua relazione conclusiva in cui si proponeva lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione mafiosa. La relazione contiene tantissime ed enormi inesattezze, gigantesche falsità e tantissime forzature. Il consiglio comunale fu sciolto nella riunione del consiglio dei ministri del 22 novembre 2017. Naturalmente ho ricorso al Tar contro tale provvedimento.
Venne nominata la commissione straordinaria e tra questi figura la presenza del dr. Mario Muccio, che da quanto apprendo, svolgerebbe la funzione di “capo” commissione. Se le mie conoscenze sono esatte, il dr. Muccio svolge  attività presso la sezione antiracket del Viminale che fa capo al dipartimento immigrazione diretto dal dr. Morcone. Quindi, il dr. Vito Turco responsabile immigrazione della Prefettura, presidente della commissione di accesso presso il Comune di Cassano; il dr. Morcone, responsabile del settore immigrazione del Viminale, nel frattempo diventato capo di gabinetto del ministro Minniti, che indica nella terna commissariale il dr. Muccio suo sottoposto al Viminale. Naturalmente è tutto a posto, però, al sottoscritto, così come a tanti comuni mortali, il tutto appare come una complessa e straordinaria coincidenza.
Inoltre il dr. Muccio, insieme agli altri commissari, appena insediatosi alla guida del Comune di Cassano, tra i primi atti emanati ha fatto riattivare l’ erogazione e la fornitura di acqua potabile all’hotel Aurora dove, anche se con numero ridotto, sono o sono stati ospitati migranti. Infatti, l’hotel Aurora quest’anno non ha aperto i battenti ai turisti.

*Ex sindaco uscente di Cassano all’Ionio





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