«Quelle “strane” coincidenze sui beni confiscati a Marina di Gioiosa»

di Domenico Vestito*

Diceva Giulio Andreotti che «a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca». Questa tagliente battuta mi è venuta in mente leggendo una delibera della commissione straordinaria che regge il Comune di Marina di Gioiosa Ionica, con la quale si autorizza la stipula di una convenzione per l’affidamento di due beni confiscati alla mafia ai Carabinieri.
L’ironia del sette volte Presidente del Consiglio è particolarmente calzante alla nostra vicenda. Infatti, dopo due lunghissimi anni di insistenze da parte mia e dell’Amministrazione da me guidata, solo oggi, “stranamente”, che a guidare l’ente ci sono dei prefettizi, l’Arma dei Carabinieri risponde presente.
Questa storia inizia nel 2016, quando la Giunta da me guidata, di propria iniziativa, decise di richiedere all’Agenzia dei beni confiscati la possibilità di affidare ai Carabinieri due immobili, per le esigenze della locale stazione. Tanto il Comune quanto l’Agenzia, in pochissimo tempo, poco più di un mese, compirono gli atti necessari. Fatto ciò, però, inizia un lungo e inspiegabile silenzio da parte dell’Arma e della Prefettura reggina, che sebbene sollecitate decine di volte dal sottoscritto, sia verbalmente che per iscritto, non offrono alcun cenno di riscontro. Per oltre 24 mesi ho scritto, incalzato, ma mi sono scontrato con un muro di gomma.
Certo, sarà solo una “coincidenza” che la stipula della convenzione avvenga oggi e ciò non è certamente determinato dal fatto che bisogna dimostrare che le commissioni sono brave, buone ed efficienti, spero non anche belle, mentre i sindaci e le giunte tutte brutte, cattive e colluse. È ovvio che sia stata esclusivamente una questione di tempi lunghi, forse un po’ troppo, ma, appunto, «a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca».

*Già sindaco di Marina di Gioiosa Ionica





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