«Per la Regione non tutti i tirocinanti sono uguali»

di Tirocinanti enti locali Calabria

Noi tirocinanti degli enti locali torniamo in questi giorni a far sentire la nostra voce in attesa di risposte in merito al futuro che ci attenderà alla fine di questo percorso e per denunciare alcune discriminazioni rispetto ad altri bacini  che si sono susseguite nel tempo. Constatiamo infatti la volontà  da parte della Regione Calabria, ottemperando alla manifestazione di interesse rivolta ai tirocinanti giustizia, di dare il via ad una formazione d’aula che vedrà quest’ultimi  conseguire delle qualifiche utili ai fini della valutazione dei titoli nelle procedure concorsuali. Discriminazioni che in passato hanno già visto un riconoscimento di attività pregresse e quindi punteggi, nella selezione  dei bandi, consentendo una continuità nel percorso sempre agli stessi ex percettori. Eppure il famoso accordo tra Regione e parti sociali per spostare le politiche da passive in attive avrebbe dovuto condurre a scelte di politica sociale imparziale tutelando e trovando uguali misure nei confronti degli ex percettori . Così avvenne quando, pero, si trattò di equipararci in peius abbassando la soglia dell’indennità da 800 euro a 500 euro come per gli uffici giudiziari .
Ma in casa giustizia è tutto concesso, persino una proroga di convenzione di un ulteriore anno che si sommerà all’anno di formazione già svolto. Il discorso cambia per noi tirocinanti degli enti locali, poiché dovremmo attendere la quantificazione delle risorse, da destinare ad un eventuale proroga,da parte dell’Inps nazionale di una banca dati che ancora attende risposta da oltre un anno. Cosa ha spinto la Regione a seguire trattamenti differenziati per i tirocinanti ex percettori di mobilità degli uffici giudiziari nonostante la formazione dei tirocinanti negli enti potrebbe essere impiegata in vista di concorsi futuri diretti a colmare una carenza di personale che non riguarda solo la giustizia amministrativa? Una carenza peraltro che sarà aggravata dai turn over e da quota 100 a causa di una riforma che potrebbe portare all’uscita di 40/50mila unità.  Se pensiamo che il 2018 è stato l’ultimo anno che ha visto applicata la disciplina temporanea in materia di limiti al turn over, introdotta, per il triennio 2016-2018, dalla legge di bilancio 2016, forse una soluzione analoga indirizzata verso un riconoscimento di titoli si sarebbe potuta trovare anche per noi appartenenti agli enti locali. Sarà proprio per tutte queste motivazioni che una modesta rappresentanza dei tirocinanti degli enti si ritroverà pacificamente in Cittadella regionale giorno 13 marzo, per manifestare il proprio disaccordo per queste scelte inique, chiedendo un confronto con l’assessorato regionale affinché si possa arrivare verso un’equiparazione di tutti gli ex percettori e per avere risposte concrete in merito al destino di tutti noi indistintamente.







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