«Dopo vent’anni vogliono mandarci a casa»

I dipendenti della Coop Seatt

Il rapporto Svimez 2019 certifica che l’Italia meridionale negli ultimi 20 anni ha perso circa 2 milioni di abitanti e a questo terribile dato va aggiunto l’alto tasso di disoccupazione che affligge i pochi superstiti che resistono in questa dannata Regione.
Le istituzioni tutte, dal Parlamento ai piccoli Enti locali, dovrebbero fare fronte comune per invertire la tendenza, ma in realtà assistiamo passivamente ad ulteriori misure tese ad impoverire oltremodo la popolazione.
Pochi mesi fa gli OSS della Coopservice hanno simbolicamente occupato l’Azienda Ospedaliera di Cosenza per difendere il loro posto di lavoro e nei prossimi giorni anche noi saremmo costretti a manifestare con veemenza contro l’inspiegabile decisione della stessa Azienda Ospedaliera che dopo 20 anni di onorato servizio vuol mandarci tutti a casa.
Inspiegabile poiché a causa del blocco del turnover che non ha consentito e non consente la sostituzione del personale collocato in quiescenza (migliaia dall’adozione del Piano di Rientro sanitario), l’Azienda Ospedaliera ha esternalizzato taluni servizi amministrativi non potendoli più gestire direttamente per carenza di personale.
Lo scorso 24 ottobre, con un contratto scaduto e in regime di proroga “nelle more dell’individuazione di una Stazione Appaltante che espleti la gara”, l’Azienda ha comunicato alla società nostra datrice di lavoro Coop Seatt che il prossimo 30 novembre il rapporto si intenderà definitivamente risolto.
Cosa è accaduto? Che senso ha predisporre un Capitolato speciale d’appalto, trasmetterlo alla SUA per l’espletamento della gara e chiedere al Commissario Cotticelli di poter prorogare il contratto scaduto?
I concorsi sono bloccati, i pensionamenti continuano riducendo la dotazione organica, il contratto scaduto a febbraio è stato prorogato su autorizzazione di Cotticelli e oggi l’Azienda decide inopinatamente di lasciare a casa 54 operatori, 54 famiglie?
Pretendiamo rispetto, non ci interessa chi vincerà la prossima gara, ma pretendiamo che l’Azienda Ospedaliera, così come autorizzato dal Gen. Cotticelli, proroghi il contratto “nelle more dell’individuazione di una Stazione Appaltante che espleti la gara”.
La volontà e la necessità di esternalizzare i servizi per carenza di personale è riscontrabile in numerosissimi atti e la proroga concessa fino al 30 novembre ne è la riprova. Interrompere il rapporto a fine novembre ed espletare la gara tra qualche mese ci lederebbe di un diritto garantito dalla legge ovvero della famosa Clausola di salvaguardia. Chiunque dovesse vincere il nuovo appalto, in virtù di tale clausola, avrà l’obbligo di assorbire i 54 lavoratori, ma se questi non saranno più in servizio alla data dell’aggiudicazione, la nuova ditta non avrà più tale obbligo e noi 54 operatori saremo senza lavoro.
Chi è l’orchestratore di questo ennesimo abuso? Alla vigilia delle elezioni regionali, quale lurido gioco politico c’è dietro?
State pur certi che non assisteremo passivamente al nostro licenziamento e adiremo le autorità competenti denunciando tutte le responsabilità amministrative e penali degli attori (dirigenti pubblici) che giocano sulla pelle di 54 onesti lavoratori.







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