«Le eccellenze del Gom di Reggio Calabria mi hanno guarita»

di Domenica Alampi*

Nel mese di Novembre, dopo giorni di fastidi e sofferenze fisiche, mi sottoponevo ad alcuni esami medici all’esito dei quali ricevevo la seguente diagnosi: “carcinoma del retto”.
Non so bene come descrivere ciò che ho provato, sicuramente mi sentivo confusa, sgomenta, angosciata, incerta, non nascondo di avere provato terrore nel chiedermi cosa mi sarebbe accaduto da quel momento in poi. Sebbene abbia vissuto, indirettamente, l’esperienza di mio marito, per me si trattava di un contesto del tutto nuovo, poco familiare, che sfuggiva alla possibilità di essere controllato.
In questo turbinio di emozioni e pensieri, che hanno accompagnato sin dall’inizio un periodo di profondo cambiamento e di attesa del ristabilirsi della normalità, ho trovato conforto in un solo pensiero: sarei stata seguita dal Dott. Said Al Sayyad, che già conoscevo per la sua grande professionalità ed umanità, perché è colui che, con le Sue eccellenti cure ha salvato la vita di mio marito.
Mi rivolgevo, dunque, al Dott. Said Al Sayyad il quale, dopo aver valutato la mia condizione clinica, ed avermi tranquillizzata con estrema delicatezza, considerata l’estensione della massa tumorale, decideva di sottopormi ad un ciclo di radioterapia e chemioterapia al fine di poter distruggere le cellule maligne evitando che intaccassero altri organi.
Iniziava così, nel mese di dicembre, la mia esperienza presso il reparto di Radioterapia, dell’Ospedale “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Calabria, di cui è primario il Dott. Said Al Sayyad, e che oggi sono qui a raccontare per far sì che la mia storia possa essere utile e di conforto a chi ancora sta combattendo contro un male terrificante.
Il ciclo di cure che mi era stato prescritto prevedeva una terapia giornaliera, fino ai primi giorni del mese di Gennaio, comprese le Vigilie di Natale e Capodanno.
A fronte di una diagnosi così “importante”, non nascondo che l’idea di dovermi sottoporre a delle cure invasive durante giorni che noi tutti consideriamo di festa, non faceva altro che accrescere il mio senso di angoscia e preoccupazione.
Quando ci si ammala, il nostro modo di vivere cambia profondamente; la paura ci rende fragili e cambia inesorabilmente anche il nostro modo di pensare.
L’antidoto più forte alla paura è il desiderio, la voglia di tornare a quella normalità che mentre la viviamo non apprezziamo del tutto, fino a quando la diagnosi di una malattia, improvvisamente e violentemente ce la porta via.
Decisi che, pur ammettendo dentro di me timori, paure e difficoltà, avrei dovuto trovare la forza per affrontarle e superarle.
In questa attesa, in cui tutti siamo chiamati a stare, risiede quindi la speranza che sopprime la morsa dell’attesa e ci consente di guardare al futuro. Senza speranza non saremmo capaci di portare il peso delle nostre responsabilità.
Ecco, ciò che mi è stato più di conforto, oltre l’affetto dei miei cari, è la delicatezza e la sensibilità con cui sono stata accolta, con tanta attenzione, da tutto il reparto di radioterapia, diretto dal Dott. Al Sayyad, unitamente al personale medico, tecnico ed infermieristico, tanto da dimenticare tutte le paure e le incertezze che fino a quel momento provavo.
Il proliferare delle preoccupazioni è dovuto anche all’inadeguatezza delle informazioni: spesso è l’incertezza e la contraddittorietà che fa permanere l’ansia piuttosto che la paura della malattia in sé.
Ebbene, oltre al profilo di grande umanità che caratterizza tale reparto e che offre un conforto ulteriore ai malati, vi è la competenza, la professionalità e la serietà di tutto il personale, tale da infondere un senso di fiducia utile ad affrontare un percorso colmo di ostacoli.
Nel mese di febbraio, effettuata la tac di controllo, si riscontrava l’esito positivo delle cure. Il Dott. Said Al Sayyad mi comunicava che la massa tumorale era scomparsa, ma avrei dovuto, comunque, sottopormi ad un intervento chirurgico, necessario al fine di scongiurare l’insorgenza di eventuali recidive.
Pertanto, venivo contattata dal Dott. Mario Cucinotta, Caposala del reparto di Chirurgia d’Urgenza dell’Ospedale “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Calabria, di cui è primario il Dott. Salvatore Costarella, per sottopormi a questo delicato intervento chirurgico.
Il mio ingresso nel reparto di Chirurgia d’Urgenza avveniva in data 05.03.2020, proprio mentre in Italia si stava diffondendo, in maniera devastante, il Covid-19.
Ricordo ancora il primo colloquio con il Primario Dott. Costarella, e con il caposala Dott. Cucinotta. Ero molto allarmata, sapevo che sarebbe stata un’operazione piuttosto complessa, e percepivo anche la preoccupazione per questo virus che stava mettendo a repentaglio la vita di molte persone, in particolare delle persone immunodepresse.
Tuttavia, grazie alla professionalità del Dott. Costarella, alla sua eccellente equipe, nonché alla grande bravura ed umanità del Dott. Marco Tescione, l’intervento chirurgico riusciva benissimo e, decorso qualche giorno di ricovero, ricevuta l’amorevole assistenza del personale medico e paramedico, riuscivo a tornare a casa.
Naturalmente dovevo sottopormi a controlli continui: tac, total body, risonanza magnetica, e ciò tra il mese di marzo ed aprile, dunque in piena pandemia.
In quel periodo tutto sembrava più difficile, le precauzioni non erano mai troppe. Era, inoltre, necessario effettuare un tampone prima di ogni esame al fine di riscontrare un’eventuale positività al Covid-19.
Durante questa fase delicata, l’Unità Operativa di Radioterapia, unitamente ai Coordinatori dott. Angelo Melita e la dott.ssa Maria Concetta Borgese, hanno trasformato il proprio reparto in un centro Covid-19, rendendosi reperibili sempre, con orari estenuanti, sottoponendo a tampone almeno un centinaio di persone a settimana.
Anche in quei momenti il Dott. Said Al Sayyad non faceva mancare un pensiero, un sorriso ed una parola di conforto ai suoi pazienti.
Credo che la professionalità di quello che comunemente siamo portati a definire un “bravo medico”, debba essere valutata, complessivamente, in base alla Sua capacità di anteporre ai suoi gli interessi dei pazienti, a fissare e mantenere standard di competenza e integrità e a offrire alla società consulenza esperta su questioni di salute.
Ed è per questo che, rivolgo un sentito grazie, dal profondo del cuore, al Dott. Said Al Sayyad, al Dott. Costarella, al Caposala del reparto di Chirurgia d’Urgenza, Dott. Mario Cucinotta, ed a tutta l’equipedel reparto di radioterapia per la professionalità, la sensibilità e la dedizione ai malati.
Grazie per le amorevoli cure prestate, grazie per avermi fatto dimenticare la paura di affrontare la malattia, grazie per i sorrisi dedicati e per la forza che date ogni giorno a chi lotta contro una malattia devastante in tutti i suoi aspetti.
Spero che la mia esperienza serva a chi, come me, sta lottando contro un male, e sia utile a far capire che la nostra splendida città, maltrattata sotto tanti punti di vista, può vantare delle eccellenze anche all’interno dell’Ospedale “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Calabria.

*Messina





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